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venerdì 28 agosto 2009

Berlusconi querela La Repubblica: "Mi diffama"

Il premier Silvio Berlusconi ha deciso di querelare La Repubblica, chiedendo un risarcimento di 1 milione di euro, perché ritiene "palesemente diffamatorie" le 10 domande sul caso Noemi e per un articolo del 6 agosto dal titolo ''Berlusconi ormai ricattabile''.
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Via | ansa.it

Scuola, la nuova riforma

Un anno di tirocinio per legare teoria a pratica, assunzioni solo in base alla necessità per evitare il precariato, più inglese e competenze tecnologiche. Sono alcune delle novità contenute nel regolamento presentato dal ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, con cui cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti.
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Via | ilsole24ore.com

Bersani vuole espropriare Berlusconi

Passa per essere il più severo con Di Pietro e i dipietrismi fra i tre candidati alla segreteria del Pd. Ma, ieri sera, alla Festa nazionale del Pd di Genova, a un tratto Pierluigi Bersani sembrava Di Pietro. Con tutt’altro tono, con tutt’altro aplomb, con tutt’altro approccio verbale. Sostituendo le ruvidezze lessicali molisane, con morbidezze emiliane, i «che c’azzecca» con le esse sciolte, i «voglio dire» con «’sto ambaradan».
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Via | ilgiornale.it

sabato 22 agosto 2009

Ecco la riforma scolastica

Dal prossimo anno nella scuola cambieranno, o dovrebbero cambiare, un po’ di cose: dall’anticipo alla materna alla sufficienza in tutte le materie per essere am messi alla maturità, dal­l’orientamento in vista della riforma delle superiori targa ta Gelmini all’arrivo del mae stro «prevalente», fino all’ob bligo di frequentare almeno i tre quarti delle lezioni.
L’unica cosa che non cam bierà — neppure negli scruti ni di settembre per i 600 mila studenti che devono recupe rare — sarà la facoltà del do cente di religione di contribu ire, insieme ad altri 6 o 7 colle ghi, alla determinazione del credito formativo, ossia quel mezzo punto o — nella mi gliore delle ipotesi — quel punto per ciascuno dei tre an ni delle superiori, da spende re alla maturità.

La sentenza del Tar del La zio (17 luglio) che aveva estromesso questi prof per non discriminare gli allievi che non si avvalgono dell’in segnamento delle religione e sulla quale pende il ricorso del ministro al Consiglio di Stato non avrà infatti alcun ef fetto. Il motivo? Alcuni mesi fa, quando si stava lavorando al nuovo regolamento sulla valutazione, si è delineata con sufficiente chiarezza l’ipo tesi di una sentenza del Tar del Lazio sull’ordinanza Fioro ni, già oggetto di ricorsi quan do l’ex ministro si trovava an cora a viale Trastevere. A uno dei collaboratori del mini stro, Max Bruschi, è venuta un’idea: blindare l’ordinanza che consente ai prof di religio ne di contribuire alla determi­nazione del credito scolasti co, recuperata dall’attuale mi nistro e poi colpita e affonda ta. «Non sono cattolico e nep pure posso dirmi cristiano— ha dichiarato Bruschi —. Quando mi sono trovato a co­ordinare la stesura del Regola mento sulla valutazione degli alunni, destinato a entrare in vigore dal prossimo anno sco lastico, non ho avuto la mini ma esitazione ad accogliere e, come si suol dire, 'elevare di rango' l’ordinanza Fioroni in serendola a pieno titolo nel regolamento».

Il regolamento con la nor ma sui prof di religione è ap pena apparso in Gazzetta sot to forma di decreto del Presi dente della Repubblica. In somma il provvedimento am ministrativo di Fioroni, bersa glio di ricorsi al Tar, essendo diventato una legge, per ora è al sicuro. L’operazione, antici pata dal settimanale «Tutto scuola », non dovrebbe impe dire al ministero di ricorrere a sua volta al Consiglio di Sta to. Forse già nella prossima settimana. Per ora la cosa più urgente per viale Trastevere è quella di rassicurare le scuole dove tra non molto inizieranno le «prove di riparazione».

Tra la fine del mese e i primi di set tembre — comunque prima dell’avvio delle lezioni — in tutte le superiori si svolgeran no le «verifiche» per gli alun ni che al termine del passato anno scolastico hanno ripor tato insufficienze in una o più materie. Circa seicentomila ragazzi (il 28,6%) sospesi con debiti stanno ultimando la prepara zione e tra pochi giorni do vranno dimostrare agli inse gnanti, con prove scritte e orali, di aver colmato le lacu ne. I consigli di classe quindi stanno per riunirsi ancora una volta per decidere se am mettere o meno i «sospesi» al la classe successiva. Secondo il Tar del Lazio i prof di reli gione non avrebbero potuto partecipare ai consigli di clas se. Ora tutto è tornato come prima. Nei prossimi giorni il ministero probabilmente in vierà agli istituti una comuni cazione ufficiale.

Via | corriere.it

venerdì 21 agosto 2009

La Merkel è la donna più potente

È Marina Berlusconi l'unica italiana inserita dalla rivista 'Forbes' nella classifica delle 100 donne più potenti della Terra. Ed è in ascesa. La primogenita del presidente del Consiglio italiano è stata infatti inserita al 33esimo posto. In una graduatoria dominata, per il quarto anno consecutivo dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, la Berlusconi è preceduta da una sfilza di chief executive di giganti economici mondiali come Pepsi Cola, Kraft, DuPont, Areva, Sunoco, Yahoo, Oracle, Aig o Westpac e da solo tre donne politiche come le presidenti di Argentina (Cristina Fernandez, undicesima), India (Sonia Gandhi, tredicesima) e Cile (Michelle Bachelet, ventiduesima).

Ma la vera sorpresa è che la rivista americana considera Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, nettamente più influente non solo della regina Elisabetta II (appena 42° posto), ma anche di Nancy Pelosi (speaker della Camera Usa, 35°), Hillary Clinton (Segretario di Stato americano, 36°) e persino della First Lady per definizione, ovvero Michelle Obama (debuttante assoluta della graduatoria, ovviamente, ma già 40°).

Via | ilmessaggero.it

Elezioni storiche in Afghanistan

Giornata storica per l'Afghanistan dove sono state tenute le prime elezioni organizzate dagli afghani stessi, sebbene con l'aiuto internazionale. Buona l'affluenza alle urne, nonostante il clima di intimidazione da parte dei talebani. A Kabul è scoppiata una violenta sparatoria tra poliziotti e un gruppo di estremisti. In tutto il Paese ci sono stati 135 attacchi di lieve entità per un totale di 26 vittime tra civili e forze di sicurezza.

Per il presidente uscente, Hamid Karzai, e per i suoi alleati occidentali, il voto è stato un successo. Karzai ha lodato gli afghani per il coraggio mostrato andando a votare nonostante le intimidazioni dei talebani. "Il popolo afghano ha osato sfidare i razzi, le bombe e le intimidazioni per venire a votare", ha detto il presidente, dato per favorito alle elezioni. Secondo la Commissione elettorale, ai seggi si è recato circa il 50% degli aventi diritto.

Obama: "Un successo"
Lodi per il popolo afghano sono state spese anche da Stati Uniti e Nato. "Le elezioni in Afghanistan si presentano come un successo malgrado lo sforzo dei talebani di disturbarle", ha sottolineato il presidente americano, Barack Obama. Poco ore prima anche il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si era complimentato con i cittadini afghani per il coraggio dimostrato. Nel corso di una conferenza stampa, Ramsussen ha spiegato che questo è prova "della determinazione a costruire la democrazia", aggiungendo le proprie "congratulazioni per il coraggio" manifestato nello "sfidare le minacce".

Nonostante le intimidazioni e gli annunci di attentati, dunque, la giornata si è conclusa con un bilancio che, per gli standard locali, si può definire buono: 135 attacchi per un totale di 26 morti. Relativamente tranquilla la situazione nelle quattro provincie afgane controllate dal contingente italiano (Bala Murgab, Adraska, Shindad e Farah): alta la partecipazione al voto, anche quella femminile, e voto disturbato soltanto da qualche "scaramuccia" di poco conto

Berlusconi: "Prova di coraggio"
Quella in Afghanistan è stata una "grande prova di coraggio" del popolo anche per il premier Silvio Berlusconi che ha ringraziato le truppe italiane per il loro impegno nel Paese. Elogi all'esercito anche dal ministro degli Esteri Franco Frattini: questo "è anche il giorno dell'orgoglio italiano", ha detto.

Queste sono state le prime elezioni organizzate dagli afghani. Le persone chiamate al voto erano 17 milioni, di questi circa la metà si è presentata alle urne, secondo prime stime ufficiali. I risultati preliminari dovrebbero essere resi noti il 2 settembre, mentre quelli definitivi 15 giorni dopo. Se nessun candidato otterra oltre il 50% dei voti, si andrà al ballottaggio.

Via | tegcom.mediaset.it

mercoledì 19 agosto 2009

Sud Corea, cancellato lancio razzo

La Corea del Sud ha sospeso il lancio del suo primo razzo sette minuti prima della fine del conto alla rovescia: lo ha reso noto il Ministero della Scienza di Seoul, senza specificare le cause dell'annullamento. Il lancio provoca tensioni nella penisola coreana ed era atteso al varco dalla Corea del Nord perché è indizio della crescente capacità spaziale di Seoul. A bordo del razzo un satellite da 100 chili che avrebbe dovuto essere messo in orbita. Quattro mesi fa era stata la Corea del Nord ad effettuare il lancio di un razzo, molto criticato dalla comunità internazionale, sostenendo di che aveva a bordo un satellite. Secondo i servizi statunitensi e sudcoreani nessun satellite era stato messo in orbita e il lancio avrebbe invece mascherato un test missilistico a lungo raggio.

Via | apcom.net

domenica 16 agosto 2009

Sindaco dell' Aquila:"Le case non bastano"

"Prendo atto che il Piano Casa sta andando avanti secondo i tempi ma ricordo che la consegna va dal 15 settembre fino alla fine di dicembre. In ogni caso le case sono ampiamente insufficienti rispetto alla dimensione del problema. Inoltre è scoppiato ormai in tutta la sua drammaticità il problema delle case B e C, per le quali sono previsti lavori importanti che non si potranno risolvere nel giro di 30-60 giorni''. Lo dichiara all'ADNKRONOS il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente commentando le parole del premier Silvio Berlusconi ieri in visita nel capoluogo abruzzese. ''Proprio ieri -riferisce- durante una giornata passata sulla costa, ho incontrato tanti cittadini che hanno case B e C che, dovendo riscrivere i figli a scuola, non sono in grado di prevedere dove passeranno i primi mesi dell'anno scolastico. "Ho letto le dichiarazioni di Guido Bertolaso che parla di sistemazione nei comuni vicini del teramano con la proposta di un pendolarismo, cosa che sin dall'inizio io chiesi di escludere''. ''Riconfermo - aggiunge- quanto detto da tempo alle massime cariche istituzionali del Paese, al Parlamento e ai partiti dell'opposizione circa il rischio di gravi tensioni sociali a partire dalle prossime settimane per la vicenda delle case. Problema a cui si aggiunge la drammatica situazione di famiglie che hanno perso il lavoro e sono a reddito zero".
"Come ho detto al presidente della Regione Abruzzo - sottolinea Cialente - trovo sbagliato che il primo cittadino dell'Aquila, che da tempo va segnalando la necessità di riconsiderare comunque alcuni aspetti della strategia in atto, non venga coinvolto se non per saltuarie interlocuzioni. E' necessario fare il punto complessivo offrendo proposte vere ai cittadini colpiti dal terremoto". "Questa mattina - continua il sindaco - ho svolto una riunione con i miei piu' stretti collaboratori per fare il punto sul ruolo a cui in questi mesi e' chiamato il comune dell'Aquila nell'attuale situazione emergenziale. Un ruolo di scelta pesante pur avendo ottenuto rispetto alle altre istituzioni in campo il minor numero di forze disponibili''.
''Non ultimo - prosegue- dovendosi fare carico anche di completare percorsi che dipendono da altre istituzioni, come ad esempio le lunghissime pratiche burocratiche per il puntellamento del centro storico da parte della Sovrintendenza ai Beni Artistici e Culturali. Ne risulta un grave scontento dei cittadini che si ripercuote sul comune e soprattutto sui miei dirigenti, funzionari e impiegati ormai allo stremo e io che ringrazio per quello che stanno facendo".
"Il piano casa di Berlusconi sta andando avanti, ma sarebbe pericolosissimo quasi al limite dell'incoscienza - sottolinea Cialente - se a fronte di una limitata offerta per circa 4400 nuclei familiari ai quali si dà il massimo, ad altri che si trovano nelle stesse condizioni non si dovesse offrire nulla. Non voglio fare alcuna polemica ma sono solo preoccupato come tutti''.
''Per l'ultima volta - dice- offro la mia collaborazione e quella dell'intera amministrazione comunale poiché ritengo di non potere piu' tollerare che a 4 mesi e 9 giorni dal sisma il ruolo del comune sia divenuto all'improvviso piu' marginale rispetto a quello svolto con molto coraggio nella fase della prima emergenza e dell'impostazione delle prime soluzioni ai problemi abitativi. Qui e' in gioco il concetto stesso del ruolo degli Enti locali, sui quali per altro stanno ricadendo operazioni sperimentali come la vicenda dello smaltimento delle macerie nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee che si sta applicando per la prima volta al mondo. Procedure complesse fino all'impraticabilità".
"Chiedo che il comune dell'Aquila e gli altri sindaci - conclude il primo cittadino - siano coinvolti a pieno a titolo in questa fase dell'emergenza, che si possa discutere sulle soluzioni e che siano messi in condizioni di avere personale sufficiente per affrontare una tragedia di proporzioni inimmaginabili".

Via | adnkronos.com

Non è il Tar a voler escludere i prof di religione

In questa settimana di disputa religiosa e ideologica, spesso gli organi di informazione hanno parlato di esclusione dei docenti di religione dagli scrutini che sarebbe stata disposta dalla sentenza del Tar Lazio.

Niente di più inesatto. E vediamo perché.

Innanzitutto la sentenza n. 7076 del Tar parla di partecipazione non a pieno titolo, cioè una formulazione che fa capire che la partecipazione dei docenti di RC c'è anche se non attiva su tutte le questioni che sono oggetto di valutazione da parte del consiglio di classe.

Il docente di religione, in tutti gli ordini di scuola, fa parte del consiglio di classe d'ufficio, in base ad apposita disposizione legislativa (Testo Unico, art. 309, comma 3). Nessuna legge o sentenza ha mai messo in discussione quella norma.

La sentenza del Tar ha soltanto disposto che, con riferimento esclusivo agli ultimi tre anni di scuola secondaria superiore, non possa apportare proprie valutazioni integrative nella definizione dei crediti scolastici.

Il docente di RC, però, partecipa a pieno titolo da quest'anno scolastico 2008-2009 alla definizione del voto di comportamento espresso in decimi.

E quel voto di comportamento concorre alla determinazione del credito scolastico negli ultimi tre anni delle superiori.

In qualche modo, dunque, il docente di religione cattolica concorre anche alla determinazione del credito scolastico....

Via | tuttoscuola.com

sabato 15 agosto 2009

Alemanno, no a lavavetri e parcheggiatori abusivi

Nomadi, ronde e sicurezza. Ma anche lotta ai lavavetri che ti importunano al semaforo e ai parcheggiatori abusivi, veri e propri estortori, e ai writers che insudiciano la nostra bella Roma e agli accattoni gestiti dal racket. E ancora «osservatori volontari» (perché «non ci vogliono sceriffi») e che saranno una sorta di telecamere viventi che segnaleranno problemi legati a sicurezza, disagio ambientale e sociale. Più sicuri i romani, e più tutelati i turisti, soprattutto i giapponesi che saranno accompagnati con una «scorta», se dovesse servire, nel percorso dall'aeroporto all'albergo per scongiurare il pericolo di truffe. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parla all'Hotel Majestic Miramonti di Cortina nel corso di «Cortina Incontra». E la ripresa delle attività si preannuncia feconda di provvedimenti per cancellare le vecchie vergogne. Provvedimenti nuovi come la «scorta» ai giapponesi, o il contrasto ai writers ma anche applicazione puntuale e precisa delle leggi esistenti, come per la lotta al «pizzo del parcheggio» che sarà combattuta con le leggi già esistenti ma con un impegno particolare da parte della polizia municipale. Mentre su lavavetri e accattoni ai semafori si interverrà con multe «con un provvedimento legato alle esigenze di sicurezza stradale - ha annunciato Alemanno - per chi anche in maniera violenta occupata gli incroci della nostra città». Alemanno torna sui nomadi. «A Roma potranno essere al massimo 6000, divisi in 12 campi, due dei quali saranno costruiti nei prossimi mesi, che verranno recintati e controllati da posti di polizia che impediscano il proliferare di crimini», spiega. «I nomadi in esubero - aggiunge Alemanno - saranno posti al di fuori della provincia di Roma, come succede nelle altre grandi città europee. Chi ha permesso Casilino 900, un enorme campo nomadi, dovrebbe scomparire dalla scena politica per sempre. Veltroni ha tollerato molto più di me, ma non ha mai messo piede in un campo nomadi. Io l'ho fatto e mi sono accorto del degrado incredibile in cui versano: baracche costruite accanto a montagne di spazzatura». Sull'operato della giunta capitolina nel primo anno di amministrazione, Alemanno preferisce non esagerare, ma si promuove a pieni voti: «Mi do 6 e mezzo. Tutto è migliorabile, dopo le elezioni regionali vedremo se è necessario fare qualche aggiustamento. Dobbiamo impedire che si ripetano scempi come quello del ristorante Passetto, che ha provocato un enorme danno alla reputazione del turismo a Roma. In dieci anni il numero dei turisti giapponesi si è dimezzato». Sul fronte economia Alemanno spiega che le ragioni che hanno portato a una deroga dal patto di stabilità per il Comune di Roma - che nei mesi scorsi sollevò molte polemiche - «sono state oggi comprese». «Noi abbiamo spiegato - aggiunge - che avendo questa gestione commissariale è come se fossimo un Comune di nuova fondazione e il patto di stabilità sarebbe applicato a zero. Tutti i Comuni di nuova fondazione non sono obbligati per due anni a seguire il patto di stabilità, lo stesso vale per noi». Dunque, secondo Alemanno, non si trattò di «un privilegio a Roma, ma una logica conseguenza del fatto che il Comune era stato commissariato per rientrare del buco di bilancio». Sul futuro del Pdl, Alemanno auspica un ricorso alle primarie: «Il centrodestra prima o poi le dovrà adottare. È un fatto di trasparenza. Mi preoccupo quando la Lega pesa di più rispetto a quanto non valga dal punto di vista numerico. Il Pdl, grazie ai numeri, deve avere la capacità di essere un grande partito trainante. Le regionali? Col turno unico le alleanza pesano ancora troppo, sia a livello nazionale che locale». Sulla sicurezza dice: «I decreti di Maroni non sono sbagliati, ma è sbagliata la retorica cattivista. Fare politica significa anche fare scelte dure e difficili. I respingimenti sono praticati ovunque, e in tutto il Mediterraneo si deve sapere che in Italia non si arriva in modo illegale».

Via | ilsole24ore.com

venerdì 14 agosto 2009

Militari in città, calo dei reati del 25%

Ignazio La Russa traccia un bilancio positivo dell'operazione "Strade sicure". Nei quartieri dove operano le pattuglie miste, ha sottolineato il ministro per la difesa, i reati sono calati del 20-25%. La Russa, che ha incontrato a Napoli i militari del Secondo Comando delle Forze di Difesa, ha dichiarato: "A fronte di un calo generale del 10-15% dei reati ci sono state cifre molto più alte nei quartieri dove operano pattuglie miste".

''Le ronde? Sono composte da telecamere mobili e viventi, da persone che danno informazioni alle centrali operative e sono scelte tra ex appartenenti a forze armate o di polizia''. Cosi' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha replicato durante la sua visita al Centro di prima accoglienza di Cagliari-Elmas all'articolo pubblicato dall'Economist che paventa l'infiltrazione della camorra nella ''polizia amatoriale''. ''Se dovessi replicare a tutte le fesserie, a chi da informazioni sbagliate - ha detto il ministro - starei qui ore. E questa storia sul giornale britannico fa il paio con l'uscita contro l'Arma, alla quale ho espresso la mia solidarieta', su un settimanale italiano''.

Ad un giornalista che gli chiedeva se l' impiego dei militari nelle citta' debba diventare una misura permanente, il titolare della difesa ha risposto: ''Non e' necessario che diventi una misura permanente; quello che deve diventare permanente, invece, e' il pattugliamento a piedi delle strade anche di notte, che e' stato avviato proprio perche' c' era il concorso delle forze armate. Senza di loro, non sarebbe stato attuato.

Le pattuglie miste sono composte da tre militari dell' esercito e due poliziotti, carabinieri o finanzieri. Nell' area metropolitana di Napoli - secondo dati del 2° Comando delle Forze di Difesa - le pattuglie miste esercito-forze di polizia operative quotidianamente sono 29. Sei soldati a bordo di un blindato sono impegnati a turno nel presidio del Consolato generale degli Stati Uniti.

In Campania sono circa 500, in totale, i militari dell' Esercito impegnati nell' operazione ''Strade sicure''. Al termine dell' incontro con il picchetto di militari schierati davanti a Palazzo Reale il ministro della difesa Ignazio La Russa, accompagnato dal Comandante dei carabinieri Leonardo Gallitelli, si e' recato al ''Gambrinus''. Le forze dell' ordine hanno bloccato per una quindicina di minuti l'accesso al locale, provocando le proteste di alcuni turisti stranieri che non hanno compreso i motivi della decisione.

Via | tgcom.mediaset.it

martedì 11 agosto 2009

Ritirati depliant "Sicilia, la culla di Cosa Nostra"

Contrordine: la Sicilia non è la culla di Cosa nostra. La catena alberghiera NH fa marcia indietro e chiede scusa. Il responsabile della comunicazione per l´Italia, Guido Bernardi, annuncia il ritiro immediato e la distruzione degli opuscoli che in inglese e tedesco suggeriscono ai turisti di visitare l´isola, appunto perché culla della mafia.

Il caso, svelato da Repubblica, resta comunque aperto perché due deputati hanno presentato un´interrogazione parlamentare, perché il Codacons annuncia azioni legali e perché l´assessore regionale al Turismo, il finiano Nino Strano, agli albergatori iberici manda a dire: «In risposta a una campagna promozionale del genere non potremmo che replicare: benvenuti in Spagna, terra dell´Eta e delle bombe sui turisti». Strano da senatore si distinse per avere trangugiato mortadella dal suo scranno di Palazzo Madama mentre cadeva l´ultimo governo Prodi. «Ma non facciamone un dramma di questi opuscoli - aggiunge - È solo retorica bolsa e di cattivo gusto».

Retorica frutto di «un incidente odioso» secondo lo stesso management dell´NH che assicura di avere già avviato il ritiro di tutte le brochure incriminate. «Abbiamo scritto una lettera al presidente della Regione Raffaele Lombardo - afferma il responsabile della comunicazione Bernardi - per spiegare che si tratta di un opuscolo realizzato dal management precedente all´attuale. È roba di oltre cinque anni fa. Peraltro attribuibile alla Unit tedesca, un caso del quale in Italia veniamo a conoscenza solo ora».

Secondo NH, il testo sulla Sicilia culla di Cosa nostra «è probabilmente sfuggito al controllo della direzione» del tempo. E per mettersi al riparo da future proteste la catena precisa: «Non possiamo escludere che dopo la bonifica, in qualche stanza di qualche oscuro alberghetto tedesco fra qualche mese spunti un residuo del depliant». NH conferma di volere continuare a investire in Sicilia dove gestisce già nove alberghi. «Abbiamo totale fiducia nell´isola e nelle sue potenzialità - conclude Bernardi - Lo ribadisco: si è trattato di un incidente odioso di cui ci scusiamo».

I deputati del Pdl Pippo Fallica e Giacomo Terranova, che reputano «la trovata della catena alberghiera spagnola un insulto al buon gusto», intanto, hanno presentato un´interrogazione sul caso al ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, mentre il Codacons ha chiesto ai suoi avvocati di valutare se esistano i presupposti per avviare un´azione legale.

Via | repubblica.i

Conflitti Russia - Ucraina sul gas

Il presidente russo Dmitry Medvedev ha accusato oggi l'Ucraina di cercare di distruggere i rapporti economici con la Russia e di mettere a rischio la fornitura del gas all'Europa.

In una lettera aperta al presidente ucraino Viktor Yushchenko, Medvedev ha dichiarato che intende posticipare l'invio di un nuovo ambasciatore a Kiev e che si augura che un nuovo leader in Ucraina -- a gennaio ci sono le elezioni -- possa contribuire a migliorare i rapporti bilaterali.

"Abbiamo l'impressione che Kiev cerchi con insistenza di distruggere i tradizionali legami con la Russia, prima di tutto nel campo energetico", ha scritto Medvedev nella lettera pubblicata sul suo sito web (www.kremlin.ru).

"Di conseguenza, lo stabile utilizzo da parte dei nostri paesi di una rete unica di gasdotti che serva Russia, Ucraina e molti stati europei è stata messa a rischio".

Via | it.reuters.com

domenica 9 agosto 2009

Rischio punti sulla patente per i ciclisti

Più prudenti di notte e massima attenzione anche quando si pedala in bicicletta, pena il taglio dei punti fino al ritiro della patente. Le modifiche al Codice della strada entrate in vigore dalla scorsa mezzanotte danno un'ulteriore stretta sulle infrazioni commesse in orario notturno e, per la prima volta, equiparano motorizzati e non-motorizzati anche nelle sanzioni accessorie.

Se infatti il ciclista è stato da sempre tenuto a rispettare le regole della circolazione, dai semafori alle segnaletica fino al trasporto di passeggeri quando è consentito, da adesso andare contromano, saltare la precedenza e, nei casi più gravi, alzare il gomito oltre il lecito potrà costare il taglio dei punti della patente, fino al suo ritiro e alla denuncia penale. Lo stabilisce il nuovo articolo 219-bis, comma secondo, del Codice della strada, introdotto dalla legge sul pacchetto-sicurezza (n.94 del 2009)entrata in vigore oggi, che prevede le nuove, pesantissime sanzioni anche quando «le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida». Una scelta radicale, quella del legislatore, che però potrebbe sollevare molto presto una questione di costituzionalità della norma. Due ciclisti pizzicati in sella ubriachi, per esempio, potrebbero ricevere pene differenziate se uno solo di loro ha la patente: quest'ultimo se la vedrebbe ritirare, mentre il primo risponderebbe solo davanti al giudice per l'ubriachezza.

Da oggi, comunque, in attesa della grande riforma del Codice prevista per fine settembre, entra in vigore una serie di regole per aumentare, almeno nelle speranze, la sicurezza notturna. L'ubriachezza tra le 22 e le 7, viene puinita dal giudice, trattandosi di reato, con aumento delle pene da un terzo fino alla metà. Sanzioni pecuniarie aumentate fino a un terzo, da subito, anche per l'eccesso di velocità, l'omissione di precedenza e lo sforamento dei limiti di orario giornaliero per i conducenti professionisti. Ancora, confisca immediata del veicolo se non ha l'assicurazione o è stata contraffatta, Infine, revoca della patente ai pluripregiudicati.

Via | ilsole24ore.com

martedì 4 agosto 2009

Obama riceve 30 minacce al giorno

Obama batte Bush 30 a 8. Il neo presidente americano, amato da molti, risulta anche altrettanto odiato: questo almeno è quello che emerge analizzando il numero di potenziali minacce di morte che ogni giorno arrivano alla Casa Bianca. Appunto 30. Il 400% in più rispetto alle 3.000 lettere ricevute ogni anno dal suo predecessore, George W. Bush. Questo è quanto emerge dal libro In the President's Secret Service di Ronald Kessler, giornalista e autore di libri di successo sulla Cia e la Guerra al terrore.

OPERAZIONE RENEGADE - Nel volume appena uscita si sottolinea anche come questa minaccia costante metta parecchio sotto pressione gli uomini del Servizio segreto, che vigilano su Barack Obama e sulla sua famiglia. Alcuni dei complotti contro il presidente Usa, chiamati in codice Renegade, sono anche stati resi pubblici. Un esempio è il piano dei suprematisti bianchi del Tennessee, che volevano rapinare un negozio d'armi, uccidere 88 neri, decapitarne altri 14 e assassinare il primo presidente americano nero. Molti altri, poi, vengono tenuti segreti per evitare casi di emulazione. La maggior parte delle minacce invece risultano essere dei messaggi senza senso di mitomani. Ma tutti vengono sottoposti a indagine.

I RICHI DELL'INSEDIAMENTO - Secondo il Daily Telegraph, che cita il libro, già in occasione della cerimonia di insediamento di Barack Obama, l'intelligence americano aveva ricevuto la notizia di un piano del gruppo estremista islamico con base in Somalia, al-Shabaab, che intendeva colpire proprio il 20 gennaio. Il Servizio segreto, in quell'occasione, fece disporre anticecchini lungo tutto il percorso fatto da Obama, e furono controllate tutte le fedine penali di ospiti e dipendenti degli alberghi presenti nella zona interessata. Tuttavia, secondo Kessler, la sicurezza era tutt'altro che garantita: un centinaio di vip e finanziatori passarono solo una volta sotto a un metal detector, quindi camminarono su un marciapiede pieno di gente, prima di salire sul pullman che li scortava alla cerimonia. Chiunque avrebbe potuto passare loro un'arma.

UNA FAMIGLIA IN CODICE - «Abbiamo la metà degli agenti di cui avremmo bisogno» è stata la risposta di un responsabile della sicurezza presidenziale a Kessler. Il Servizio, che originariamente dipendeva dal ministero delle Finanze e si occupava della lotta ai falsari, è stato assorbito nell'era Bush dal Dipartimento per la sicurezza nazionale (Homeland Security, creato dopo l'11 settembre), e da allora il suo bilancio è stato costantemente ridotto. Questi uomini vigilano anche su Michelle Obama e sulle figlie del presidente Malia e Sasha, i cui nomi in codice sono rispettivamente Renaissance, Radiance e Rosebud. E, sempre sotto l'ala del Secret Service ci sono anche il vicepresidente Joe Biden e la sua famiglia.

Via | corriere.it

giovedì 30 luglio 2009

Scende gradimento Obama causa riforma sanitaria

Sembra appannarsi leggermente l'appeal del presidente Usa Barack Obama nel convincere gli statunitensi della riforma sanitaria da lui sollecitata, mentre trovano sempre più spazio nel dibattito pubblico le posizioni di coloro che mettono in guardia gli americani sul rischio non potere scegliere il proprio medico e dove curarsi. E' il succo di quanto emerge da un sondaggio commissionato da New York Times e Cbs e pubblicato oggi sull'edizione Web del quotidiano Usa. Gli statunitensi, secondo la ricerca, sono preoccupati che la riforma possa ridurre la qualità del servizio, la loro possibilità di scegliere il medico che preferiscono e il tipo di trattamento. Altra preoccupazione è quella dell'inasprimento delle tasse. Tuttavia, la maggioranza degli intervistati ha riconosciuto che una riforma della sanità è sicuramente necessaria e che la piattaforma Obama è comunque la migliore da cui partire. Il sondaggio indica che il gradimento per il lavoro del presidente è sceso di 10 punti rispetto al mese di aprile, al 58%. Mentre sul tema sanità il 69% degli intervistati ha affermato di temere un peggioramento del servizio se in America si istituisse un sistema che desse la copertura sanitaria a tutti. Comunque, per il 49% sono necessarie profonde modifiche rispetto al sistema attuale, mentre per il 33% la sanità andrebbe completamente ridisegnata. L'80% ha espresso comunque la preoccupazione che, se il Congresso non agirà tempestivamente, aumenterà il numero di cittadini che non hanno copertura sanitaria.

Via | apcom.net

Berlusconi dj lancia "Vita spericolata"

«Per tutte le ragazze e i ragazzi in ascolto, una canzone cult di Vasco Rossi il cui titolo voi conoscete bene: è "Vita spericolata"». Silvio Berlusconi in versione dj su Radiogioventu.com: il presidente del Consiglio, è infatti stato ospite della rubrica condotta dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni e da Pierluigi Diaco.

Al premier, come ad altri in passato, è stato chiesto di lanciare una canzone. In realtà non è stato il Cavaliere a scegliere il brano, ma di fronte alla selezione dei due conduttori, ha mostrato di gradire. «Mi sembra - ha commentato - che il titolo coincida con il mio passato e il mio presente. In futuro mi piacerebbe una vita più tranquilla, ma so che sarà molto difficile».

Via | lastampa.it

mercoledì 29 luglio 2009

Educazione ambientale a scuola

Lotta alle ecomafie,sostenibilita' e rispetto della natura.Sono gli obiettivi della 'Carta d'intenti'per l'educazione ambientale nelle scuole. La Carta,firmata dai ministri dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo e dell'Istruzione Mariastella Gelmini si propone di portare l'educazione ambientale nelle scuole gia' dal prossimo anno scolastico.Il progetto avra' un fondo di 1 mln e interessera' tutti gli studenti di ogni ordine e grado. A settembre saranno note le Linee guida.

Via | ansa.it

Palazzo Chigi resta senza Facebook

"Potrebbe essere necessario introdurre un sistema di monitoraggio che consenta di non usare Facebook in modo improprio in orario di lavoro nella pubblica amministrazione". Così si è espresso il ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta, in un'intervista pubblicata sul nostro speciale Facebook Mania, attualmente in edicola.

Non era certo un annuncio di crociata, ma ieri tutti i dipendenti di Palazzo Chigi e di alcuni dipartimenti ministeriali hanno subito pensato a una sua iniziativa, quando, ieri, non sono più riusciti a collegarsi a Facebook e a You Tube dai loro computer di lavoro. Sembrava, in effetti, il colpevole perfetto, nemico di ogni distrazione sul lavoro e impegnatissimo sul fronte dell'efficienza degli uffici pubblici.

E invece, il ministro Brunetta non c'entra, e a poche ore dall'allarme oscuramento ha fatto sapere che non ne sapeva nulla e che le sue iniziative si sono limitate "un mese e mezzo fa una circolare per disciplinare l’uso di internet nella pubblica amministrazione".
A conferma è arrivata la nota ufficiale del mi nistero: "La notizia del presunto oscuramento di Facebook e di YouTube per i lavoratori di Palazzo Chigi (...) non è in alcun modo riconducibile ad una decisione del ministro della Pubblica amministrazione né tantomeno del ministro Brunetta".
Eppure, la spiegazione di questo improvviso black-out mirato è rimasta misteriosa, e in tanti hanno continuato a sospettare del perfetto "colpevole".

Una plausibile spiegazione è infine arrivata dal responsabile dei servizi tecnici di Palazzo Chigi secondo cui si è trattato di un problema tecnico, legato al provider "sul router nternazionale" di cui si servono a Palazzo Chigi. I tecnici sarebbero già all'opera per risolvere l'inconveniente.

Il ministro Brunetta, nell'intervista concessa al collega Ruggero Vota, pubblicata sul citato speciale Facebook Mania, ha anche precisato che "qualunque strumento può trasformarsi in elemento di distrazione e Facebook è uno strumento come gli altri". In un'altra parte dell'articolo, tra l'altro, il ministro dell'innovazione ha elogiato le possibilità di partecipazione alla cosa pubblica offerte dalle nuove tecnologie, dicendosi sicuro che anche la pubblica amministrazione ne avrebbe tratto vantaggio.

Via | pcworld.it

"Esame di dialetto una bufala"

"Informarsi prima di protestare". La Lega Nord cerca di spegnere le polemiche sulla scuola, e segnala che "il presunto esame di dialetto per i professori è una bufala". Lo dice il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota, che precisa - allegando il testo - la proposta leghista di test cui sottoporre i docenti per capire se sono in gradi di valorizzare i saperi e le tradizioni locali. "Non si fa menzione del dialetto in nessuna parte".

"Meglio conoscere il contenuto delle proposte prima di criticarle: il presunto esame di dialetto - spiega Cota - è una bufala. La proposta è quella di fare dei test pre-selettivi per consentire l'accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione. Tali test sono visti come propedeutici rispetto al superamento dei concorsi pubblici". "Come si può evincere dal testo dell'emendamento - aggiunge - la prova dovrà riguardare uno spettro culturale ampio, non riconducibile alla banalizzazione che viene fatta oggi dai giornali".

Ma inserire dialetto e tradizioni locali nelle scuole "è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare" spiega il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, sottolineando che "non c'è su questo tema nessuna conflittualità tra Lega e Pdl. E' una polemica distante dalla realtà".

La Lega Nord, ha spiegato il ministro Gelmini, "ha sollevato un problema importante come quello della continuità didattica cioè - ha precisato - del dovere della scuola di garantire la presenza degli stessi professori per tutto l'anno scolastico e possibilmente per il biennio"."Questa proposta è condivisa da tutta la maggioranza, si tratta di capire come declinarla. Ed è allo studio una proposta per legare la docenza al territorio quindi di questo si è discusso ieri"."

Per quanto riguarda lo studio del dialetto e delle tradizioni locali, un tema molto caro alla Lega, assicura il ministro dell'Istruzione, sarà affrontato in sede di revisione dei programmi. Quest'anno abbiamo fatto partire le riforme e siamo alle prese con queste. Quando affronteremo il tema dei programmi affronteremo questa proposta della Lega". Ma la Gelmini si dice convinta che "la maggioranza non faticherà a trovare un accordo anche sul tema della continuità didattica e sui temi delle tradizioni locali, come ha fatto per altre importanti decisioni".

Via | repubblica.it

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