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venerdì 28 agosto 2009

Toyota chiude la sua prima fabbrica dopo 72 anni

Toyota ha annunciato la chiusura di un impianto per la prima volta nei suoi 72 anni di storia.
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Telecom cacciata dall' Argentina


Per Telecom Italia le grane in America latina non finiscono mai. L’ultima ancora dall’Argentina. L’Antritrust locale, la Cndc, obbliga il gruppo italiano a «disinvestire» i suoi asset nel Paese, poiché la presenza di Telecom mette rischio la concorrenza nel settore telefonico. Significa fondamentalmente una cosa: abbandonare il controllo di Telecom Argentina, il secondo operatore telefonico del Paese. E la Cndc chiede di portare a termine il processo entro dodici mesi.
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Via | ilgiornale.it

lunedì 24 agosto 2009

Superenalotto, a vincere è lo Stato

Nuovo record per il Superenalotto: agosto non è ancora finito, ma i 568.030.609 euro già raccolti finora lo incoronano mese record per il gioco a premi che negli ultimi sei mesi ha fatto sognare gli italiani.

Lo riporta Agicos, agenzia giornalistica di concorsi e scommesse.

Complice il vertiginoso jackpot di 147,8 milioni di euro - il più grande d'Europa e il secondo maggiore del mondo, vinto sabato scorso dal possessore di una schedina da 2 euro giocata in un bar di Bagnone, in provincia di Massa Carrara - le giocate dell'ultimo concorso sono state di 120.133.928 euro.

Superato dunque il precedente primato di ottobre 2008 - in cui venne messo il palio un jackpot da 100 milioni -, mese in cui gli italiani spesero oltre 564,4 milioni di euro per dare la caccia al 6.

Ad oggi, quando mancano ancora tre concorsi alla fine del mese, la raccolta ha già fatto segnare un aumento del 29% rispetto agli incassi di luglio, mentre il paragone con l'agosto 2008 vede un incremento di quasi il 74%.

La combinazione vincente non usciva dal gennaio scorso. Secondo Agipronews, all'erario in oltre sei mesi e mezzo è andato circa un miliardo di euro.

Via | it.reuters.com

Bagnone, sono 5 i sospetti vincitori

«Magari fra qualche mese, ma prima o poi lo si scopre» dicono in piazza. Il tono non è minaccioso. Oggi a Bagnone sono tutti euforici, quasi avessero vinto in gruppo: sorridono e parlano in tv. Ma quanto ci vorrà perché comincino a guardarsi con sospetto?

Gira voce che la schedina da 147 milioni sia già stata presentata all'incasso a Milano. In paese si dà la caccia al neomilionario. La possibilità che sia uno di fuori è stata esclusa come inaccettabile. «Speriamo non sia il prete o un albanese» dice il signor Franco Mazzi. Per ora si indaga in modo ridanciano, si sondano gli interlocutori con una battuta. Però c'è già una lista di indiziati. Giovannino Simonetti, detto Vanni, titolare della ricevitoria Biffi; Ugo Verni, l'uomo che per primo è stato indicato come il vincitore; Andrea Barbieri, quello del consorzio Gaia; Barbieri Enrico, l'ex direttore dell'ufficio postale; l'imprenditore edile Marginesi; Beppe Bazzali, scommettitore incallito. Frequentano il bar Biffi e, chi più chi meno, rispondono all'identikit fatto dal Vanni. Lui qualcosa sa, o mostra di sapere. Quella schedina prestampata da 2 euro, numero di serie 430, l'ha tenuta in mano. Dice che è stata giocata sabato 22 a mezzogiorno 17 minuti e qualche secondo, perché ha in tasca la ricevuta della 431, ore 12 e 18. Non è che dal bar Biffi passino in tantissimi, nemmeno d'estate quando ci sono i turisti e i bagnonesi emigrati che tornano per le ferie.a Avevo davanti un gruppo di tre o quattro persone — racconta Vanni —, mi hanno dato un po' di schedine e le ho giocate. Non so di chi fosse quella lì». Poi parla di un uomo del paese, fra i 47 e i 49 anni, scapolo. «Ma state attenti perché Vanni è un cercatore di funghi — dice il sindaco —, mente quasi per natura».


Se non mente, di certo depista. Sabato notte ha detto di aver ricevuto la telefonata del vincitore, un uomo che gli prometteva 6,9 milioni. Ieri raccontava di un'altra chiamata: «Una ragazza emozionata, mi ha ringraziato». I sospettati presentano i loro alibi. Andrea Barbieri, per esempio, impiegato del consorzio che si occupa di acquedotti e fognature, sabato era a Vico al Festival dell'Unità. «Serviva come volontario — dice una sua amica —. E ieri al telefono mi ha assicurato di non aver neanche giocato. Certo, lo dice lui...». Beppe Bazzali, responsabile gestione operativa di Manutencop: «Io al Superenalotto non gioco. È vero che scommetto, ma su calcio, basket e tennis. Poi ho la fidanzata e vivo a Genova, qui al paese c'è solo mia madre». Enrico, l'altro Barbieri: «Quando è arrivata la notizia era in piazza, mi pareva troppo tranquillo» dice il sindaco. Qualcuno parla di Riccardo Giumelli. «Il farmacista dell'ospedale di Pontremoli? È stato fatto il suo nome ma per me non c'entra» dice Ugo Verni.

È lui l'indiziato numero uno. Taglia l'erba e la legna per una ditta che fa lavori boschivi, è fidanzato con Elena, una russa. Ovviamente nega tutto, però sulla schedina si contraddice: «L'ho buttata, non era quella vincente. Era da 5 euro, non da 2». E poco dopo: «È la numero 432, ce l'ha mio cugino, gira con quella vantandosi di aver sfiorato il 6». Ha spento il telefono: «Mi hanno chiamato tutti quelli che hanno il mio numero. Se avessi vinto, dando una parte a ciascuno non resterebbe niente». Il sindaco, architetto Gianfranco Lazzeroni, convoca una conferenza stampa surreale. Partecipa anche un sosia di Renato Zero, in cerca di pubblicità. Lazzeroni ricorda la cipolla di Treschietto, gloria locale, «che è dolce e non dà problemi di digestione né di relazioni sociali», poi attacca: «La fortuna obbedisce a leggi che non conosciamo, ma stavolta la condivido: ha premiato gli sforzi di un pezzo d'Italia minore. Anzi, c'è chi dice che la Dea bendata abiti qui: in un giglio fiorentino del 400 ritrovato su una colonna». Una sua collaboratrice rincara la dose: «Questa è la Scozia d'Italia: terra di castelli, misteri, fate che ballano nelle selve, fantasmi. Ci è pure apparsa la Madonna su un castagno. Insomma, non ci manca nulla. Ora finalmente potremo far parlare di noi».

Via | corriere.it

sabato 22 agosto 2009

Centrato il 6 al Superenalotto da 147.800.000 a Bagnone

Centrata la sestina da a Bagnone, in provincia di Massa Carrara. Bagnone, dove e' stata giocata la fortunata schedina, e' un comune di nemmeno duemila persone. Il premio e' di 147.807.299,08 euro.
Nessun realizzatore del '5+' ma ben 78 sono i giocatori che hanno fatto '5' e si portano a casa ciascuno 28.598,19 euro.
La schedina del 6 dei record, per l'importo di 2 euro, e' stata giocata nel Bar Biffi, in piazza Roma 2. Il jackpot per il prossimo concorso a disposizione del 6 e' di 38 milioni di euro.
La sestina vincente del concorso Superenalotto numero 101 di sabato 22 agosto e' la seguente: 10-11-27-45-79-88. Numero Jolly: 42. Numero Superstar: 63.

La titolare del bar: guardavamo il Milan
"Stavamo guardando la partita del Milan quando qualcuno e' arrivato nel bar dicendoci che avevamo vinto al Superenalotto". Cosi' la signora Annamaria Ciampini, titolare del bar Biffi di Bagnone, dove e' stato giocato il biglietto vincente, racconta come ha appreso la notizia che nel suo locale c'e' stata la vincita milionaria.
Il paesino ha appreso la notizia del sei milionario dalla tv: primo a comunicare la vincita e dove e' avvenuta e' stato il Tg2. "Abbiamo subito cambiato canale - continua la signora - e abbiamo cominciato a sentire il nome del nostro paese e del bar. Che posso aggiungere: non ho vinto io e non so chi ha giocato quel biglietto".
Davanti al bar, che e' proprio nel centro del paese, in un istante si e' radunata tanta gente e sono state stappate alcune bottiglie di spumante. Qualcuno, pero', si e' lamentato chiedendo di abbassare la voce e di rimettere la tv sulla partita del Milan.

Via | rainews24.it

Superenalotto, ecco i numeri

I numeri appena estratti al concorso di stasera del Superenalotto con jackpot record sono: 11, 27, 10, 79, 45, 88. Numero jolly: 42, Superstar: 63.

Via | ilsole24ore.com

Cgil: "1 milione di disoccupati in più"

"La dinamica negativa del Pil, con un -6% nel 2009, ed il passaggio del tasso di disoccupazione dal 6,3% al 9,4% quest'anno ed al 10,3% nel 2010 comporta tra gli
800mila ed un milione di posti di lavoro a rischio sino alla metà dell'anno prossimo". E' l'impatto indicato dal segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, sulla base delle stime dell'Ires, l'istituto di ricerche economiche, che contraddice apertamente il cauto ottimismo emerso dal simposio dei governatori delle banche centrali a Jackson Hole sulla ripresa dell'economia mondiale.

L'autunno sarà "pesante", con "una situazione più grave e preoccupante rispetto a quanto avvenuto sin qui", ha aggiunto Megale, indicando la necessità di "dare immediata attuazione al tavolo anticrisi che da tempo chiediamo" con la convocazione già "a settembre da parte del governo alle parti sociali".
"Di fronte alla crisi, il sindacato recuperi la sua unità"
Dalle previsioni occupazionali nasce l'appello che lo stesso segretario confederale della Cgil Megale rivolge a Cisl e Uil, per "incalzare il governo e scendere in campo unitariamente". "L'autunno non puo' che vedere il tema della crisi e dell'occupazione come tema centrale, sui cui noi del sindacato - ha detto Megale - dovremmo porci l'obiettivo di superare le divisioni, ricostruendo l'unità con Cisl e Uil al fine di
essere più forti ed incalzare il governo con più efficacia"."La dinamica negativa del Pil, con un -6% nel 2009, ed il passaggio del tasso di disoccupazione dal 6,3% al 9,4% quest'anno ed al 10,3% nel 2010 comporta tra gli
800mila ed un milione di posti di lavoro a rischio sino alla metà dell'anno prossimo". E' l'impatto indicato dal segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, sulla base delle stime dell'Ires, l'istituto di ricerche economiche, che contraddice apertamente il cauto ottimismo emerso dal simposio dei governatori delle banche centrali a Jackson Hole sulla ripresa dell'economia mondiale.

L'autunno sarà "pesante", con "una situazione più grave e preoccupante rispetto a quanto avvenuto sin qui", ha aggiunto Megale, indicando la necessità di "dare immediata attuazione al tavolo anticrisi che da tempo chiediamo" con la convocazione già "a settembre da parte del governo alle parti sociali".
"Di fronte alla crisi, il sindacato recuperi la sua unità"
Dalle previsioni occupazionali nasce l'appello che lo stesso segretario confederale della Cgil Megale rivolge a Cisl e Uil, per "incalzare il governo e scendere in campo unitariamente". "L'autunno non puo' che vedere il tema della crisi e dell'occupazione come tema centrale, sui cui noi del sindacato - ha detto Megale - dovremmo porci l'obiettivo di superare le divisioni, ricostruendo l'unità con Cisl e Uil al fine di
essere più forti ed incalzare il governo con più efficacia".

Via | rainews24.it

La Nasa è senza fondi

Houston, questa volta abbiamo davvero un problema: non c'è più un centesimo. Norman Augustine non la vuole buttare in politica, lui di mestiere fa il manager, è stato anche il capoccia della Lockeed, e quindi pure abbastanza navigato, e non solo nello spazio: ma i piani che aveva trionfalisticamente annunciato George W. Bush, sulla Luna di nuovo nel 2020, su Marte entro il 2050, beh, ce li possiamo scordare. "Non c'è alcuna probabilità che la Nasa riesca a imbarcarsi in una qualche missione nello spazio più profondo prima del 2028. Anzi". La Nasa è finita, andate in pace.

Norman Augustine non è un esperto qualunque: è il capo del panel di becchini che da un momento all'altro dovrà salire alla Casa Bianca per annunciare la morte del progetto spaziale. E a seppellire quel sogno fatto balenare da John Fizgerald Kennedy ("Prima che questo decennio finirà, un uomo arriverà sulla Luna e farà rientro sano e salvo", 25 maggio 1961) sarà proprio lui, Barack Obama, l'uomo della nuova speranza, "Hope", affossata dalla recessione.

Certo: tra un paio di giorni, nella notte americana tra lunedì e martedì, l'ennesimo Discovery partirà dal Kennedy Space Center di Orlando, Florida, per l'ennesima missione, due settimane di lavoro intorno alla Stazione Spaziale Internazionale. Ma preparate i fazzoletti: dopo 28 anni di carriera non sempre onorata, anzi macchiata da due tragedie come quella delle navicelle Challenger (1986) e Columbia (2003), sette morti in ciascuna missione, anche lo Shuttle è destinato ad andare in pensione proprio il prossimo anno. Sostituito da che cosa? Buio spaziale: prima che i lanci del nuovo sistema di trasporto, denominato Constellation, prendano quota, ci vorranno almeno altri quattro anni: e siamo al 2014.

Nel frattempo, altro che Nasa: se un astronauta americano vorrà accomodarsi nello spazio (e dovrà farlo, se non altro per andare e tornare dalla Stazione Internazionale) dovrà chiedere la gentilezza di un passaggio agli ex nemici della Russia. O della Cina, che dopo aver lanciato il suo primo razzo sei anni fa prevede di far allunare un velivolo entro il 2012.

Ma che cosa è successo alla gloriosa National Aeronautics and Space Administration? Che cosa è successo all'agenzia che Dwight D. Eisenhower approntò in tutta fretta all'indomani del lancio russo dello Sputnik che imbarazzò l'America e l'Occidente? Bob Parks ci va terra terra: "La verità è che i voli umani nello spazio non ci dicono più nulla" giura a "Wired" l'esperto dell'università del Maryland, ex direttore dell'Istituto americano di fisica. "Tutto quello che possiamo fare, possiamo farlo meglio, più a buon mercato e più velocemente con i robot".

Addio allo spazio? La Commissione per la Revisione dei piani di volo umani nello spazio, rinominata per comodità con il nome del suo presidente, Augustine, è stata costituta nel maggio scorso con un obiettivo preciso: indicare gli obiettivi della Nasa prossima ventura. Le promesse di George W. Bush, anno 2004, seguirono le conclusioni dell'inchiesta sul disastro del Columbia, ma a quelle parole (fra l'altro le uniche spese sull'argomento) il presidente non fece mai seguire i fatti, intesi come un impegno finanziario preciso, e questo ben prima di quell'11 settembre dopo il quale nulla è stato più come prima. Il budget della Nasa non è mai stato stellare, fermo da una decina d'anni a quei 17 miliardi di dollari con cui, dicono gli esperti, non si va da nessuna parte.

Solo per la pianificazione del dopo-Shuttle, quel progetto Constellation che prevede il lancio dei razzi di nuova generazione Ares (primo test previsto a ottobre) e delle navicelle Orion, servirebbero 81 miliardi di dollari, che però nessuno ha messo mai a bilancio. La commissione Augustine ha fatto le cose per bene, ha messo sotto la lente più di 3mila piani possibili, ha scremato tutto lo scremabile e ha finito per concentrarsi alla fine proprio sul programma Constellation. Ha detto all'"Houston Chronicle", un giornale che di queste cose è addentro, Sally Ride, ex astronauta e tra i dieci big del gruppo di studio: "Noi non abbiamo identificato un solo scenario che includa l'esplorazione umana come possibile".

Toccherà rivedere perfino gli impegni assunti per il mantenimento della Stazione Spaziale Internazionale, un altro scherzo da 100 miliardi di dollari: sarà completata tra un anno, la Nasa vorrebbe chiuderla già nel 2016, un bel tuffo nel Pacifico e non se ne parla più. Russia, Giappone e Unione Europa non ci stanno: teniamola aperta almeno fino al 2020. Sulla stazione, come nelle barzellette di una volta, ci sono un americano, due russi, un giapponese, un canadese e un belga. E perché gli Usa nicchiano? Spiega Jim Dooley (Pacific Northwest National Laboratory) che negli ultimi trent'anni le spese militari e sanitarie si sono mangiate l'80 per cento dei fondi federali per lo sviluppo e la ricerca: agli inizi degli anni Sessanta la proporzione era inversa.

Chiaro, no? La fine della guerra fredda ha cambiato tutto. E non è un caso che i Paesi all'avanguardia spaziale oggi siano quelli in cerca di rivalsa geopolitca. Dice un rapporto del Mit di Boston ("Il futuro dei voli spaziali") che "gli obiettivi di Russia e Cina prevedono lo sbarco dell'uomo sulla Luna nei prossimi vent'anni. L'India ha già un razzo capace di spedire nello spazio una navicella per trasportare l'uomo. Il Giappone aspira a fare lo stesso. Nel 2007 per la prima volta un malese è volato nello spazio, seguito l'anno scorso da un sudcoreano, entrambi su capsule russe". E la Nasa?

Al declino non si arrende l'ex direttore Michael Griffin. "Siamo stati un simbolo della realizzazione dell'impossibile, siamo andati sulla Luna coronando un decennio di infaticabile costruzione. Se lo spazio è una frontiera gli Stati Uniti devono essere la sua punta più avanzata". Belle parole. Che però il buon Griffin può pronunciare, come gli è appunto successo qualche sera fa, davanti a un consesso nobile ma politicamente ininfluente come il Rotary Club di Tuscaloosa, Alabama, dove è stato invitato a pontificare.

Vero è che lo stesso accorato appello, Griffin, che ha diretto l'ente spaziale per cinque anni, dal 2005 a oggi, l'ha affidato alle colonne del "Washington Post". Ma il personaggio è particolare, di lui hanno fatto discutere alcune prese di posizione non proprio politicamente corrette sul global worming, e chiacchieratissimo è stato perfino il via libera che avrebbe dato alla missione di uno Shuttle (Discovery, luglio 2006) malgrado le resistenze del caposicurezza Bryan O' Connor.

Poca dietrologia: da luglio sulla sua poltrona siede Charlie Bolden, ex generale di Marina, ma soprattutto ex astronauta protagonista della prima, storica missione congiunta russa-americana, anno 1994. Vuoi vedere che toccherà proprio a lui, l'ex socio dei russi, il primo capo nero dell'ente spaziale, tirare giù la claire di Cape Canaveral e mettere il cartello di chiuso per bancarotta?

Nell'attesa non resta che sintonizzarsi, stasera, sulla Cbs, dove Buzz Aldrin, il secondo astronauta che mise piede sulla Luna, riceverà l'Emmy Award che l'Accademia nazionale per la tv, nel quarantennale dello sbarco, ha assegnato alla Nasa "per le innovazioni che hanno permesso le trasmissioni televisive dal vivo". Così va il mondo: l'ente che lanciava i suoi migliori uomini nello spazio, oggi al massimo li spedisce ai Telegatti.

Via | repubblica.it

Telecom abbassa costi degli sms

Telecom ha deciso di portare il costo base degli sms su tutte le nuove Tim Card che verranno attivate da 15 a 10 centesimi. In pratica la società telefonica ha deciso, prima di incorrere in eventuali indagini da parte di Authority e Antitrust, di fare tesoro dell’indagine effettuata dal garante dei prezzi che indicava gli short message spediti dagli utenti italiani come i più cari d’Europa. L’indagine è stata ovviamente subito «sposata» da Adusbef e Federconsumatori ma in parte smentita da Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb e presidente di Asstel, ossia l’associazione delle società telefoniche, che metteva in risalto la possibilità data agli utenti di effettuare abbonamenti particolarmente convenienti per spedire sms. Il risultato finale, secondo Parisi (e naturalmente le società interessate) è che agli utenti gli sms costano non certo i 15 centesimi della tariffa piena ma una media di circa 3 centesimi l’uno. Per le società di tlc circa l’80% degli utenti si avvale di offerte convenienti per gli sms ma le associazioni dei consumatori non desistono: «Se il costo pagato dagli utenti è di 3 centesimi di euro per gli sms, vuol dire comunque che alcuni utenti che non sono in grado di accedere alle offerte più basse e pagano quindi 15 centesimi ad invio, i costi più elevati in assoluto d’Europa dove la media è di 6/7 centesimi, potrebbero essere autorizzati a richiedere la differenza di 12 centesimi».

Via | ilgiornale.it

venerdì 21 agosto 2009

50 miliardi risparmiati grazie ai nonni

Se non ci fossero loro molte famiglie entrerebbero in crisi ma soprattutto sarebbero costrette a devolvere una parte consistente del reddito per procurarsi qualcuno disponibile a fare lo stesso servizio. È vero, ci sono le baby sitter, gli asili ma anche questi hanno un orario e spesso non sono disponibili per le emergenze. Loro, invece, i nonni, si occupano dei nipoti anche a tempo pieno, sostituendo i genitori impegnati al lavoro e consentendo ai bimbi di allungare le vacanze. Non solo: i nonni spesso sostituiscono le colf nelle pulizie di casa e nelle attività domestiche dalla cucina al cucito. Il tutto con un risparmio per le famiglie pari a 50 miliardi l'anno. Si tratta di cifre elaborate dalla Camera di Commercio di Milano sui dati Istat 2008 e sul registro delle imprese 2009. In testa tra le città che, facendo ricorso a questo aiuto familiare, risparmiano di più, ci sono Roma (2,6 miliardi), Milano (1,3 miliardi), Torino (900 milioni), Napoli (quasi 800). Seguono Genova (643 milioni), Bologna (370 milioni) e Venezia (290 milioni). Questo esercito di nonni segue oltre 8 milioni di bambini sotto i 14 anni. Stessa graduatoria anche nei risparmi estivi: è prima Roma con 234 milioni (376 mila bambini con meno di 14 anni), segue Milano con 115 milioni (160 mila gli under 14). L'estate col nonno offre più risparmi a Torino (81 milioni) che a Napoli (71 milioni), anche se nel capoluogo piemontese i bambini sono i due terzi (107mila) di quelli di Napoli (157mila bimbi). I privati si sono tuffati a capofitto in questo business. Le imprese che si dedicano all'assistenza sociale in Italia sono 11.998 e tra il 2008 e il 2009 sono aumentate del 7,7%. Tra quelle esistenti al secondo trimestre di quest'anno 2.453 si occupano di assistenza sociale (erano 2.759 un anno prima), 2.870 di assistenza sociale residenziale (2.586 un anno prima) e 6.675 di assistenza sociale non residenziale (5.796 nel 2008). Il residenziale è rappresentato soprattutto dalle case di cura o altre strutture di assistenza permanente come gli orfanotrofi. Nel non residenziale sono inclusi ad esempio gli asili nido o i servizi di assistenza a domicilio.

Via | ilsole24ore.com

Superealotto, niente 6 ma due 5+1

Ancora a vuoto la corsa al jackpot dei record: il '6' resta un sogno. Sono ormai 86 concorsi e oltre 6 mesi e mezzo che gli scommettitori lo inseguono: l’ultima volta era il 31 gennaio. Il jackpot sale così a 146.900.000 euro.

In compenso sono stati centrati due '5+' a Nogoro (Oristano) e Foligno (Perugia), ciascuno si porta a casa 1.444.200,35 euro. I vincitori con 5 punti sono 49, ciascuno incassa oltre 44 mila euro.

Questa la combinazione vincente: 2 - 16 - 38 - 67 - 70 - 84. Jolly: 4 ; Superstar: 44.

Via | ilsole24ore.com

martedì 18 agosto 2009

Superealotto, il 6 non arriva

Ancora a vuoto la corsa al superenalotto dei record: nessun 6 e neppure un 5+ nell'estrazione di questa sera (n. 99), ed il jackpot aumenta ancora salendo quota a 143.900.000,00 euro. I vincitori con 5 punti sono 45, ciascuno incassa oltre 40 mila euro.
Il 6 manca da 85 concorsi e da oltre 6 mesi e mezzo. L'ultima volta che è uscito risale al 31 gennaio 2009.

Ecco la sestina vincente: 2-19-43-49-77-82, numero Jolly 50, Superstar 7. Il jackpot era arrivato alla cifra record di 139,9 milioni, il più alto montepremi in Italia e Europa.

La probabilità di vincita per la sestina di oggi era pari a una su 622.614.630. Secondo gli esperti di statistica sarebbe stato più facile che l'asteroide 99942 Apophis colpisca il pianeta Terra nel 2029. I tentatori della dea bendata non si scoraggino, però: la vincita più alta fino ad oggi registrata nella storia del Superenalotto, quella del 23 ottobre 2008 che ha portato a Catania 100.756.197,30 euro, era stimata in una possibilità su 56.035.316.700, in quanto era stato centrato insieme alla sestina anche il numero superstar.

Via | ilsole24ore.com

Superealotto, si spera ancora

La sfida continua. La particolare settimana con 4 concorsi (dopo quello speciale di ieri che ha sostituito il concorso SuperEnalotto non disputato a Ferragosto ci saranno le classiche estrazioni di martedì, giovedì e sabato) si è aperta come si era conclusa la precedente, cioè con un nulla di fatto per i milioni di appassionati che stanno dando la caccia al "6" dei record. Nessun giocatore è stato infatti capace di centrare la sestina vincente, permettendo al jackpot di mettere in palio questa sera 139 milioni di euro. Da circa 2 mesi si è scatenata una sorta di nuova caccia all'oro, dove il tesoro è proprio il jackpot del SuperEnalotto che non viene vinto dal 31 gennaio. Giocate e sistemi particolari stanno facendo la loro comparsa in tutto il Paese. A Catania c'è chi sta giocando la stessa sestina che nell'ottobre dello scorso anno regalò un "6" da oltre 100 milioni di euro, sperando che la dea bendata sia come il famoso postino che bussa sempre due volte. A Modena ci hanno provato in 2.000 con un "sistemone" da 81 mila euro una cifra che, pur lontana dal sistema record da un miliardo di vecchie lire giocato qualche anno fa, non è certo trascurabile. E la febbre da SuperEnalotto ha valicato anche i nostri confini. A Rimini sono sbarcati con un volo charter a 140 turisti tedeschi attrezzati di penne e schedine per dare la caccia al 6 multi milionario. Il viaggio - il secondo dopo quello di giovedì scorso a Malpensa - è stato organizzato dal giornale tedesco Bild, in collaborazione con la Air Berlin, per documentare come la febbre da "6" ha coinvolto anche gli paesi europei. Il tabloid austriaco Oesterreich ha invece sorteggiato tra i proprio lettori una gita ad Udine per 50 persone, partite con la speranza di ''rubare il jackpot agli italiani'' recitava il tabloid. Tutti tentativi andati finora a vuoto ma che testimoniano la grande attesa che ormai c'è in tutta Europa per il "6" da sogno. E se poi ci aggiungiamo - secondo quanto riportato dall'agenzia specializzata Agicos - che hanno giapponesi ed americani in vacanza in Italia fanno la fila per giocare davanti alle ricevitorie SuperEnalotto, allora si può quasi parlare di fenomeno mondiale. Ma il SuperEnalotto deve anche fare i conti con dei detrattori che parlano di estrazioni poco trasparenti. Si tratta però di disinformazione visto che l'estrazione del SuperEnalotto non solo è visibile in diretta sul sito ww.sisal.it o nelle ricevitorie dotate di Sisal Tv, ma avviene alla presenza di ben 2 commissioni, una del concessionario ed una ministeriale e dei militari della Guardia di Finanza. Tutto viene ripreso da 6 telecamere a circuito chiuso che registrano quello che avviene nella sala delle estrazioni. Insomma la sestina vincente del SuperEnalotto pare sia a prova di manomissione. Tornando ai numeri, fino ad oggi nel solo mese di agosto gli italiani hanno speso in giocate per il "6" circa 400 milioni di euro. Si tratta di una somma elevatissima per questo concorso se si pensa che in tutto il mese di agosto 2008 le puntate superarono di poco i 163 milioni di euro. Ma quando potrebbe cadere il super jackpot? C'è chi azzarda una ipotesi. Quello di giovedì sarà il concorso numero 100 dell'anno: un numero importante che ricorda, secondo gli esperti di cabala, la precedente vincita record al SuperEnalotto e che potrebbe entrare di nuovo nella storia proprio grazie al super premio. Staremo a vedere ma intanto stasera l'Italia di fermerà di nuovo, con milioni di persone incollate davanti alla tv per sapere se sarà la volta buona per cambiare vita.

Via | ilsole24ore.com

sabato 15 agosto 2009

Debiti, media 15 mila euro a famiglia

La famiglia Carlini ha cominciato con un televisore, «di quelli nuovi, con lo schermo piatto». «Ci piaceva, anche se non ce lo potevamo permettere. Però mio marito è appassionato di calcio, così abbiamo fatto un sacrificio: l’abbiamo comprato a rate». Poi è arrivato un altro figlio - il terzo - e la casa è diventata stretta. «Abbiamo venduto quella in cui abitavamo e, aggiungendo un mutuo, ne abbiamo comprata una più grande». Quando è stata l’ora di traslocare hanno deciso che la cucina era vecchia. Ne hanno acquistata una, sempre a rate. E adesso, dopo che il signor Carlini - addetto in un supermercato - è finito in cassa integrazione, il peso delle rate si è fatto difficile da sopportare.

L’Italia è un paese che ha imparato a comprare a rate. Senza la voracità degli Stati Uniti, ma con sempre maggior propensione. E Torino - anche se non è tra le città più indebitate - non fa eccezione. La Cgia (associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre ha elaborato i dati della Banca d’Italia e ricostruito l’indebitamento delle famiglie italiane, scoprendo che su ogni nucleo torinese gravano oltre 15 mila euro di debiti. Denaro da restituire, spesso a rate, e servito per acquistare una casa, cambiare i mobili, ottenere un prestito per pagare gli studi ai figli o addirittura per poter andare in vacanza.

Il record spetta a Lodi, 21 mila euro, seguita da Roma e Milano. Torino è 38esima su 107 province. Ma - ed è forse il dato che più fa riflettere - l’indebitamento tra inizio 2003 e inizio 2009 è cresciuto, e non di poco. Più 81 per cento, dato in linea con la media nazionale, lontano dal più 117 per cento di Chieti o Piacenza, ma anche dal più 39-40 di Potenza o Bolzano, ma comunque critico. «Le province più indebitate sono quelle con i livelli di reddito più elevati - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - E’ chiaro, però, che tra le famiglie in difficoltà molte appartengono alle fasce sociali più deboli». Secondo gli esperti, tuttavia, non è l’entità - 15 o 20 mila euro - a destare allarme, ma il balzo avvenuto negli ultimi cinque anni. «Il forte incremento dimostra l’aggravarsi della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti per affrontare questa difficile situazione», aggiunge Bortolussi.

Fuori dalle fabbriche sono spuntati i volantini delle finanziarie, un fenomeno così massiccio da convincere la procura ad aprire un’inchiesta. E tra le famiglie più in crisi, tra chi non è riuscito a ottenere un aiuto, tanti sono finiti in pasto agli usurai. Gli sportelli della Fiom e dell’associazione La Scialuppa della Fondazione Crt nei mesi scorsi hanno raccolto centinaia di segnalazioni. «Con gli sviluppi della crisi economica l’indebitamento dei lavoratori e delle loro famiglie sta esplodendo. Il 30-40 per cento di operai e impiegati ha contratto debiti, garantiti dalla cessione del quinto degli stipendi», diceva pochi mesi fa il segretario della Fiom Giorgio Airaudo. Un dramma che non risparmia piccoli imprenditori, artigiani e commercianti. Ascom, Confesercenti ed Epat hanno attivato da anni un fondo per prevenire il fenomeno. «Prima di finire in mano ai cravattari l’imprenditore svuota il capitale dell’azienda, poi intacca quello personale e soltanto dopo getta la spugna», ha detto di recente Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom. «Le famiglie, invece, sono più esposte».

Via | lastampa.it

venerdì 14 agosto 2009

Circolare esplicativa per la regolarizzazione

Un mese per presentare la domanda (dall'1 al 30 settembre), un contributo forfetario di 500 euro, un rapporto di lavoro in atto dal 1 aprile di quest'anno come requisito d'accesso, certificato dallo stesso datore di lavoro cui spetta la presentazione della domanda: sono confermati nella circolare congiunta dei ministeri dell'Interno e del Welfare i requisiti per la regolarizzazione di colf e badanti.

Nel documento, inviato ai prefetti e all'Agenzia delle Entrate, sono elencate le disposizioni sugli adempimenti da compiere per l'emersione di un lavoratore extracomunitario, che precisano l'indicazione contenuta nel decreto legge anticrisi.

Ma cosa succede a chi viene 'sorpreso' dalle forze di polizia senza permesso fino al 1 settembre, giorno in cui sara' possibile iniziare a presentare le domande? ''Dall'entrata in vigore della legge e fino al 30 settembre - risponde il capo del Dipartimento delle liberta' civili e immigrazione del Viminale, prefetto Mario Morcone - sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi. Quindi chi si trova ad avere un rapporto di lavoro domestico o di badante puo' liberamente uscire, spiegando che il suo datore di lavoro presentera' la domanda in tempo utile''.

REGOLARIZZAZIONE, LE SPIEGAZIONI DEL MINISTERO DELL’INTERNO
Come spiega il Viminale, si tratta di un procedimento esclusivamente on line che sarà attivo sul sito del Ministero dell’Interno dal 1° al 30 settembre prossimo, attraverso il quale la posizione dei cittadini extracomunitari privi di titolo di soggiorno, impiegati presso le famiglie come lavoratori domestici di sostegno al bisogno familiare (colf) o come assistenti di persone affette da patologie o handicap (badanti), potrà essere regolarizzata.

A partire dal 21 agosto - sottolineano dal Ministero dell’interno - i datori di lavoro dovranno pagare il contributo di 500 euro per ciascun lavoratore tramite il modello F24, reperibile presso gli sportelli bancari o postali, oppure on line già dai prossimi giorni su www.interno.it o sui siti dell’Agenzia dell’entrate, del ministero del Lavoro e dell’Inps.
È necessario, inoltre, acquistare una marca da bollo di 14,62 euro, il cui codice a barre telematico verrà richiesto durante la compilazione della domanda.

Requisiti per l’emersione
Lavoro di sostegno al bisogno familiare – Colf
Possono presentare la domanda i datori di lavoro in possesso di un reddito annuo, per il 2008, non inferiore a 20 mila euro (se famiglia monoreddito).
Il reddito del nucleo familiare, invece, non potrà essere inferiore a 25 mila euro se i soggetti conviventi che percepiscono reddito sono più di uno.
Si può presentare una sola domanda per ciascun nucleo familiare.

Assistenza a persone affette da patologie o handicap - Badanti
Possono presentare la domanda i soggetti in grado di dimostrare la limitazione dell’autosufficienza - propria o della persona per cui si richiede l’assistenza - al momento in cui è sorto il rapporto di lavoro, tramite la documentazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
Per i cittadini in precedenza riconosciuti invalidi, invece, sarà sufficiente presentare la documentazione di invalidità civile. Si possono presentare massimo due domande per nucleo familiare. Nel caso in cui si presentino due domande per assistere la stessa persona, la certificazione medica dovrà attestarne la necessità.
Ciascun nucleo familiare può, quindi, chiedere la regolarizzazione di massimo tre lavoratori (1 colf e 2 badanti).

Presentazione della domanda on line
Il datore di lavoro potrà presentare la domanda, esclusivamente in via telematica, attraverso il sito internet del Ministero dell’Interno - www.interno.it. Dal sito, infatti, sarà possibile scaricare il programma per l’accesso al modulo che dovrà essere compilato ed inviato entro il 30 settembre 2009. È possibile, eventualmente, compilare la domanda, salvarla ed inviarla successivamente, ma sempre entro la data stabilita. Nella sezione dedicata saranno disponibili, inoltre, il manuale d’uso ed un servizio di help desk per supportare l’utente nella compilazione. Inoltrato il modulo, il sistema informatico invierà una e-mail di conferma all’indirizzo di posta elettronica dell’utente che ha effettuato la richiesta. La data effettiva della dichiarazione sarà quella indicata nella e-mail. La ricevuta sarà disponibile all’interno del sito nell’area “elenco domande inviate” e potrà essere stampata successivamente alla ricezione della e-mail di conferma. È importante che il datore di lavoro consegni una copia della ricevuta al lavoratore per attestare l’avvenuta presentazione della domanda di emersione.

Il supporto dei comuni
I datori di lavoro potranno richiedere assistenza ai Comuni per la compilazione e la spedizione delle dichiarazioni di emersione in via informatica. I comuni, quindi, potranno scaricare i moduli, acquisire notizie sullo stato delle pratiche relative alle procedure di emersione ed informare i cittadini ai quali abbiano assicurato l’assistenza.

Cosa succede dopo
Dal 1° ottobre 2009 lo Sportello Unico per l’Immigrazione riceverà le domande. Acquisito il parere della Questura su eventuali motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno, il datore di lavoro ed il lavoratore saranno convocati per: la verifica delle dichiarazioni rese per via informatica nella domanda di emersione; l’acquisizione delle documentazioni reddituali o sanitarie necessarie; la verifica dell’avvenuto versamento del contributo di 500,00 euro; la verifica del codice identificativo dell’imposta di bollo (codice a barre telematico). Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno attraverso la sottoscrizione dell’apposito modello da parte del datore di lavoro e del lavoratore. Al lavoratore verrà consegnato il modello 209 da presentare, per la richiesta del permesso di soggiorno, con le consuete modalità, all’Ufficio Postale. Presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione saranno, inoltre, presenti operatori INPS per consentire al datore di lavoro di effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione direttamente sul posto.

La brochure che spiega le procedure ai cittadini
Il Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione del ministero dell'Interno e il ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali hanno realizzato una brochure, una sorta di 'come fare per' dedicato ai cittadini, che spiega in modo chiaro, completo, efficace e sintetico in cosa consiste la procedura per l'emersione del lavoro irregolare di colf e badanti cittadini extracomunitari, fornisce tutte le informazioni che occorre conoscere, indica il ruolo e le competenze degli Sportelli unici per l'immigrazione.

ATTENZIONE: Per quanto riguarda l’emersione del lavoro nero di colf e badanti di nazionalità italiana o comunitaria, è l'Inps l'ente pubblico competente. La procedura relativa sarà attiva sul sito www.inps.it. Entro breve tempo sarà pubblicata anche una circolare dell'Inps.

Via | stranieriinitalia.it

Superealotto, ancora niente 6 ed il Powerball supera il jackpot

Nessun 6 ne' 5+ al concorso di ieri sera (n.97) del Superenalotto. Solo un 5 stella che ha fatto vincere a Vieste (FG) un milione di euro. I vincitori con 5 punti sono 53 (40 mila euro ciascuno). Il jackpot per il 6 sale per il prossimo concorso, in programma lunedi' 17, a 135,9 milioni di euro: continua ad essere il montepremi piu' alto di sempre in Italia e in Europa.Questa la combinazione vincente del concorso odierno del Superenalotto: 11 - 29 - 56 - 63 - 88 - 90. Jolly: 22; Superstar: 8.

Via | ansa.it

Il montepremi attuale del Superenalotto non è più il più alto del mondo. Il Powerball, la lotteria americana che si gioca in 30 Stati, ha infatti di nuovo scavalcato il "6" e sabato metterà sul piatto la bellezza di 149,3 milioni di euro. Ieri non è infatti stato centrato il jackpot che era praticamente alla pari (131,4 milioni) con quello del Superenalotto. Al concorso italiano resta però il primato a livello europeo.

Via | tgcom.mediaset.it

giovedì 13 agosto 2009

Fisco, nel mirino 170 mila italiani

Ben 170 mila italiani nel mirino del Fisco nella lotta ai capitali detenuti illegalmente nei cosiddetti paradisi fiscali. Lo annuncia il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, in un’intervista al Tg1.

«Abbiamo una lista di 50 nominativi circa sequestrati ad un avvocato svizzero recentemente arrestato dalla Procura di Milano, abbiamo una lista apparsa anche dalla stampa di conti presenti presso Ubs Italia che si presume abbiamo anche qualche riferimento con Ubs Svizzera, abbiamo una lista dei detentori di capitali nel Liechtenstein»ha detto Befera.

«Ma quello che è più importante è che stiamo incrociando i dati che per legge gli intermediari finanziari devono darci per la movimentazione da e per l’estero dei capitali, con le dichiarazioni che i cittadini che hanno capitali all’estero devono altrettanto fare. Abbiamo ben 170 mila nominativi in questo momento sotto indagine».

Via | lastampa.it

Tedeschi alla riscossa del jackpot italiano

Allegri e divertiti, i lettori della Bild sorteggiati dal quotidiano tedesco per una gita della fortuna per tentare di vincere il Superenalotto, sono entrati nel terminal di Malpensa. Indossano cappellini rossi e magliette rosse con la scritta «O Kohle mio», un gioco di parole che in tedesco evoca il suono di "O sole mio", ma in questo caso significa "O soldi miei". Come sottotitolo nelle magliette della Bild c'è scritto "Ci freghiamo il jackpot italiano".

I 140 lettori della Bild sono ora in fila alla ricevitoria per le giocate. Con loro anche il comico Matze Knop che imitando il calciatore Luca Toni ha annunciato «Se vinco, mi compro un sacco di scarpe. Italiane. E da calcio, naturalmente. Io e Luca Toni insieme naturalmente». Diverse le storie dei turisti del Superenalotto. C'è Georg Slopek, 59 anni, disoccupato da circa un mese. «Se vincessi - dice - come prima cosa ne sarei molto contento. Poi mi assicurerei che gli altri abbiano di più di quello che ho avuto io».

Non sa ancora cosa farebbe Anita, casalinga di 38 anni: «Deciderò se vinco, ma se oggi non esce il jackpot non credo tornerò in Italia. Sono qui - dice - solo per gustarmi la giornata, è divertente». Più "rivoluzionario" Costantin Maier che,in caso di vittoria, «mi comprerei - annuncia - la maggioranza dell'Inter e lo riporterei alla Champions, gli farei battere il Chelsea, magari comprerei anche Kakà».

Via | ilsole24ore.com

Anche Milano avrà la ruota panoramica

Un sogno a 360 gradi da realizzare nel parco Sempione. Anche Milano vuole la sua ruota panoramica, come Londra o Vienna. Per averla il Comu ne ha studiato per due anni tutti i det­tagli tecnici e ora il traguardo potreb be essere a portata di mano. Ieri sul sito di Palazzo Marino è comparso il bando di gara, già inviato alla Gazzet ta ufficiale. Obiettivo: verificare la di sponibilità dei privati a realizzare una ruota panoramica vicino all’Are na. A tempo di record. Dovrà girare entro le prossime festività natalizie. Palazzo Marino «sonda», ma met te le mani avanti: «Le proposte che non costituiscono alcun vincolo per la civica amministrazione dovranno pervenire entro le ore 12 del 3 set tembre». Prudenza d’obbligo.

Il conto alla rovescia per capire se si concretizzerà la possibilità di ap prezzare una Milano inedita è parti to. Il Comune è pronto a concedere l’area per 9 anni, ma chi realizzerà la ruota dovrà occuparsi anche della ge stione. L’assessore al Verde, Decoro e Ar redo Urbano, Maurizio Cadeo, ha col tivato il sogno per due anni, da quan do per la prima volta si fece avanti con una proposta la famiglia che ha realizzato Gardaland. «Una bella idea, ma siamo un Comune: bisogna fare un bando», disse. E via con le so lite trafile tecnico-burocratiche. Si trattava di scegliere il luogo più adat to e di operare con il placet della so vrintendenza. Ora il traguardo del l’avviso pubblico di gara è tagliato e la speranza è di riuscire ad aggiudica re i lavori per la ruota già a settem bre. Se attrazione deve essere, non si può rinunciare alle feste di Natale e a far girare le mille luci di Milano.

Via | corriere.it

mercoledì 12 agosto 2009

Superenalotto, il 6 non arriva

Il «sei» si fa ancora attendere. Nessuno ha azzeccato i numeri dell'estrazione record del Superenalotto: 26 - 29 - 40 - 50 - 54 - 72. Jolly: 78; SuperStar: 85. Oltre al 6 non sono stati realizzati neppure dei 5+1. Centrato invece un 5 Superstar da 1.008.616,75 euro a Rieti presso il punto vendita Sisal Bar Deli in via Salaria per Roma. Il jackpot del prossimo concorso decolla oltre i 130 milioni di euro, per l'esattezza 131,5 milioni.
COMBINAZIONI - Sono ovviamente cresciute le combinazioni giocate: 338 milioni nella scorsa settimana contro i 304,2 di quella precedente, con una media di oltre 80 milioni di combinazioni giocate a estrazione. Poche (il 13% circa) per avere una possibilità consistente che il «sei» venga azzeccato, in quanto le combinazioni possibili al Superenalotto sono oltre 622 milioni. Dall'inizio di agosto in quattro concorsi sono stati giocati circa 224,4 milioni di euro, il 37,3% in più di quanto il superenalotto incassò nell'intero mese di agosto dell'anno scorso.

IMMORALITÀ - Secondo mons. Domenico Sigalini, assistente spirituale dell'Azione cattolica e segretario della commissione immigrazione della Conferenza episcopale italiana, «non è morale» che lo Stato «continui a incentivare una sorta di speranza», come il gioco del Superenalotto che, «tra l'altro, fa il bene dello Stato» considerato che «chi ci guadagna di più» è sempre lui: «è come se un cittadino firmasse l'8 per mille per lo Stato». Mons. Sigalini, in un'intervista a Radio Vaticana, afferma che si tratta di «una forma di idolatria, perché non ci rivolgiamo a Dio ma ai soldi». E lancia poi una gufata che sicuramente non farà piacere ai giocatori del Superenalotto: «La storia dice che tutti quelli che hanno avuto vincite miliardarie sono finiti male. Si tratta di una disgrazia, non di una fortuna».

FAMIGLIA CRISTIANA - Interviene anche Famiglia Cristiana: «Il jackpot destiniamolo ai terremotati dell'Abruzzo come gesto di solidarietà, ma anche per bloccare l'accanimento verso il gioco d'azzardo che sta diventando l'altra faccia di un'Italia sempre più povera».

Via | corriere.it

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