lunedì 3 agosto 2009

Skype VS Ebay

I prossimi mesi saranno cruciali per sapere come andrà a finire la "favola" del software che ha popolarizzato il Voice over IP: Skype potrebbe crescere ancora, peggiorare drasticamente nella qualità del servizio offerto o persino sparire completamente dalla circolazione. La contesa è - come sempre - legale, con l'attuale proprietario della piattaforma di telefonia telematica eBay che è oramai arrivato allo scontro aperto con Joltid, azienda controllata dai fondatori di Skype e che ha tutta l'intenzione di riprenderne il possesso in ogni modo possibile. A costo di soffocarlo e portarlo al fallimento economico e tecnologico.

Con l'acuirsi della "crisi" tra eBay e Joltid vengono al pettine tutti i nodi della gestione di Skype da parte del gigante del commercio elettronico, che ha grandemente beneficiato della crescita irresistibile del VoIP in questi anni ma che non è mai riuscita ad armonizzarlo con il resto delle sue attività, commerciali con il popolare sito di aste e finanziarie con PayPal. In ultima istanza eBay ha deciso di affidare Skype al mercato come società pubblica quotata in borsa, ma lo scontro a mezzo carte bollate con Joltid fa slittare la capitalizzazione (attualmente prevista per il 2010) a una data difficile da prevedere.

L'asprezza della querelle si è alzata oltre la soglia di guardia da quando eBay, un mese prima di annunciare la quotazione in borsa di Skype, ha fatto causa a Joltid in merito alla licenza che regolamenta lo sfruttamento della tecnologia P2P concessa da quest'ultima per l'integrazione nel client di VoIP. Alla denuncia Joltid ha risposto cessando in maniera unilaterale la suddetta licenza.

Per stabilire ora chi delle due - tra Skype e Joltid - stia violando il copyright di chi, occorrerà attendere almeno sino al prossimo giugno, un'attesa che influenza in maniera diretta la quotazione in borsa della società che a questo punto si fa (in relazione a come si concluderà la vicenda) incerta, disastrosa o anche improbabile.

eBay ha infatti già messo in conto che un accordo consensuale con Joltid potrebbe non concretizzarsi mai, nel qual caso all'azienda non resterebbe che separare Skype da quelle che sono le sue tecnologie basilari realizzando un nuovo prodotto capace di offrire le stesse funzionalità. Si tratterebbe di realizzare un Frankenskype con i pezzi rimanenti del cadavere di Skype, ma eBay è la prima ad avvertire che la delicata operazione di rianimazione potrebbe non avere successo, potrebbe portare a una perdita di funzionalità e clienti ed essere molto più costosa di quanto sia adesso Skype.

"Se Skype perdesse il diritto di usare il software di Joltid come risultato della causa - scrive eBay ai giudici - e se un software alternativo non fosse disponibile, Skype sarebbe condizionato in maniera negativa e non sarebbe possibile continuare le operazioni di business come condotte sino ad ora". La vita stessa del software di VoIP per antonomasia potrebbe dunque essere a rischio.

Alfonso Maruccia
Via | punto-informatico.it

Roma, il resoconto dei Mondiali di nuoto

Michael Phelps ha conquistato il suo quinto oro nell’ultima gara, la 4x100 mista, con una folgorante frazione a farfalla. Sotto la sua guida gli statunitensi hanno polverizzato il record del mondo che avevano stabilito ai Giochi di Pechino, 3’29"34, con un favoloso 3’27"20. Ma anche il nuovo grande rivale di Phelps, Paul Biedermann, si è fatto valere in questa finale, portando la Germania al primato d’Europa, 3’28"58, e alla medaglia d’argento. E’ stata la gara di più alta qualità della giornata. Gli Stati Uniti hanno nuotato su ritmi mai visti: Peirsol 52"19 a dorso, Shanteau 58"57 a rana, Phelps 49"72 a farfalla, Walters 46"80 in libero. Hanno fatto meraviglie in ultima frazione sia Cielo, 46"22, che Bernard, 46"26. Biedermann, che non è uno sprinter, ha messo a segno uno stupefacente 46"89.

NIENTE ACUTI AZZURRI — L’ultima giornata non ha regalato medaglie agli azzurri. Colbertaldo e Marin hanno mancato l’assalto al podio. L’Italia del nuoto chiude così con 3 ori e 1 bronzo: le vittorie di Federica Pellegrini sui 200 e 400 sl, l’oro e il bronzo di Alessia Filippi sui 1500 e sugli 800. Federico Colbertaldo, però, ha lambito ancora una volta il podio nei 1500 stile libero vinti dal tunisino Mellouli in 14’37"28. L’azzurro è finito quarto, come negli 800, al termine di una grande gara, in cui ha battuto il primato italiano che aveva stabilito in questa stessa vasca al Sette Colli di un anno fa. Ha nuotato, infatti, in 14’48"28 contro 14’50"59 del precedente record. In questa gara l’azzurro aveva contro il mondo: i due cinesi Zhang Lin e Sun Yang, il canadese Cochrane, il tunisino Mellouli. Con un ritmo da 21-22 cicli di bracciate per vasca è passato quinto ai 400, 3’54"41, e agli 800, 7’52"71. Poi ha attaccato. Davanti a lui Mellouli ha preso il comando ai 1000 metri, ha duellato con Cochrane, piegandolo di forza, mentre Colbertaldo è andato a caccia dei cinesi. Ha superato Zhang Lin, oro sugli 800, ed è arrivato sulle scapole di Sun Yang all’ultima virata: il cinese, però, aveva risorse intatte per lo sprint e lo ha battuto nella volata per il bronzo. L’altro azzurro Pizzetti, subito fuori dalla lotta, ha chiuso in 15’19"38 all’ottavo posto. Luca Marin, sotto gli occhi della sua fidanzata Federica Pellegrini, che ha tifato per lui dalla tribuna, ha deluso nei 400 misti. In corsia 1 non è mai stato in gara, mentre davanti gli americani Ryan Lochte e il ventenne Scott Tyler Clary lottavano col magiaro Laszlo Cseh, che era passato in testa nella farfalla. Lochte lo ha rimontato e pur soffrendo nel finale ha vinto con 4’07"01 contro 4’07"31 del connazionale e 4’07"37 di Cseh. Marin, che a Pechino era stato terzo in 4’10"22 dietro a Phelps e Cseh, ha ottenuto solo 4’13"63 ed è finito settimo ex-aequo col britannico Thomas Haffield.

Premio Fina a Michael Phelps e Federica Pellegrini. LaPresse
FEDE E PHELPS PREMIATI — Federica, dispiaciuta, ha salutato e se n’è andata via subito dallo Stadio del Nuoto. Ma si consola col premio Fina, che l'ha designata miglior atleta di questa rassegna in campo femminile. Tra gli uomini, il premio è andato a Michael Phelps. Per Lochte, invece, è la quarta medaglia d’oro.

MALE DI TORA — Nella gara femminile ha destato sensazione l’ungherese Katinka Hosszu. Battuta da Alessia Filippi agli Europei ed eliminata in batteria ai Giochi di Pechino, ha vinto sconfiggendo la campionessa olimpica Stephanie Rice. L’ungherese ha nuotato in 4’30"31, migliorando il primato d’Europa della britannica Miley (4’31"33). Ha preceduto Kirsty Coventry, 4’32"12 e la Rice, 4’32"29. La tedesca Britta Steffen ha ripetuto la doppietta 50-100 stile libero, come a Pechino, ma stavolta l’ha firmata col record del mondo. Sulla distanza più breve, dopo una partenza tranquilla - 0.77 il tempo di reazione - Britta ha rimontato e saltato ai 40 metri la svedese Therese Alshammar che aveva avuto un avvio bruciante. Ha vinto in 23"77 contro 23"88. Il precedente primato apparteneva all’olandese Magdalena Veldhuis, 23"96, che è salita sul podio con 23"99 insieme al nuovo talento australiano Cate Campbell, 17 anni, la sprinter del futuro. Invece l’antica Dara Torres, 42 anni, medaglia d’argento a Pechino, è finita ottava e ultima della finale, congedandosi con un modesto 24"48. Il britannico Liam Tancock ha vinto i 50 dorso in 24"04, limando 4 centesimi al suo record del mondo. Ha preceduto il giapponese Koga e al sudafricano Zandberg. L’azzurro Mirco Di Tora non è mai stato in gara, chiudendo ottavo in 25"15, lontano dal suo tempo di qualificazione: 24"77.

43 RECORD MONDIALI — Rebecca Soni ha condotto in testa i 50 rana, ma, costretta ad una mezza bracciata finale, è stata trafitta dalla russa Yulia Efimova. Le prime tre hanno nuotato al di sotto del primato del mondo 30"23: Efimova 30"09, Soni 30"11, l’australiana Sarah Katsoulis 30"16. Nel corso di questi campionati sono stati battuti 43 primati del mondo. Un bottino incredibile, che non ha precedenti nella storia del nuoto. Dall’anno prossimo col ritorno ai costumi di tessuto i record saranno molto più difficili. Quanto al doping non c’è stato ancora alcun caso di positività sui 360 controlli effettuati fino a sabato. Ma in questi Mondiali, a differenza di altri sport, come atletica e ciclismo, non c’erano i controlli del sangue. Una lacuna grave, che solleva ombre e interrogativi.

Via | gazzetta.it

Chiesa inglese:"Facebook favorisce suicidi"

La Chiesa cattolica britannica dichiara guerra alla posta elettronica, agli sms e ai socialnetwork. È una vera e propria crociata quella condotta dall'arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, contro tutti i mezzi della moderna comunicazione. Sotto accusa non finiscono soltanto Facebook e MySpace, ma anche le ormai insostituibili e-mail e messaggini.
Secondo l'arcivescovo i social network indurrebbero soprattutto i ragazzi a cercare relazioni provvisorie, poco durevoli, dove la quantità degli amici diventa molto più importante della qualità. Ed è sua convinzione che un fattore chiave nel fenomeno dei suicidi tra adolescenti sia costituito dai traumi causati dalla perdita di queste relazioni instabili. «L'amicizia non è una merce - ha dichiarato Nichols - è qualcosa che si conquista con l'impegno». Siti come Facebook incoraggerebbero, invece, delle forme di comunicazione incomplete, costruite attorno a comunità del tutto virtuali. I ragazzi vengono spronati ad avere più amici possibili, a collezionarli come fossero beni di consumo e non persone con un nome dietro al quale si cela una persona in carne ed ossa, con un carattere spesso ancora da formare e dei sentimenti che possono venir facilmente feriti.
Ovvio, secondo Nichols, che relazioni transitorie come queste possano crollare da un momento all'altro lasciando all'altro capo del web un adolescente disperato e solo, talvolta pronto a gesti estremi pur di farsi notare da qualcuno. E se capita che quel qualcuno si prende gioco di te, può anche finire malissimo. Come per Megan Gillan, una studentessa inglese di 15 anni, che si è tolta la vita assumendo una dose fatale di antidolorifici. Era una delle tante vittime di bullismo virtuale che per comunicare utilizzavano il social network Bebo.
L'arcivescovo non risparmia neppure la posta elettronica e gli sms. Per Nichols il loro uso eccessivo dimostra che la società moderna sta ormai perdendo la sua capacità di costruire relazioni attraverso la comunicazione interpersonale e delega ogni forma di dialogo alla fredda messaggistica. Tutto passa per lo schermo di un pc o di un telefonino, non si è più capaci di interpretare il linguaggio del corpo di una persona semplicemente perché quando ci si parla, non ci si vede. Tutto questo rende la società meno umana, priva di vero spessore. E le vittime principali di questo impoverimento sociale sono senza dubbio i giovani.
Prendendo atto delle critiche di Nichols ieri il Times ha fatto notare che esiste un arcivescovo di Westminster in Facebook di cognome Nichols con 336 amici. Da Westminster ancora nessun commento sulla scoperta.

Via | ilgiornale.it

Investe scooter, paga subito 4000 euro


La leggenda vuole che per le loro lussuosissime dimore qualcuno abbia ordinato materassi intrecciati con filo d’oro. D’altronde in Versilia, da qualche anno meta estiva dei ricchi dell’Est, i russi non passano inosservati: alberghi a cinque stelle, yacht principeschi, ristoranti ’in’ che più ’in’ non si può. E anche quando circolano in strada, trovano il modo di essere sopra le righe. Come è successo la scorsa notte a Forte dei Marmi, dove un russo alla guida di un’auto inevitabilmente di grossa cilindrata ha tamponato un anonimo abitante del posto, che viaggiava sereno su un semplice scooter. Chiamare i vigili? Macchè: il russo ha chiesto scusa aprendo il portafogli e consegnando all’altro 4 mila euro in contanti. «Non posso aspettare, ho fretta», si è giustificato.

A raccontare la vicenda è stato lo stesso scooterista che, fra l’imbarazzo e la sorpresa, temendo che quella inedita forma di constatazione amichevole potesse nascondere qualche grana, ha telefonato alla polizia. All’agente che gli ha risposto, ha spiegato di essere stato tamponato da un fuoristrada, di essere caduto senza farsi male e di aver visto qualche segno sullo scooter. L’automobilista, ha aggiunto, si è fermato subito, gli ha chiesto se stesse bene e poi gli ha spiegato di essere appena uscito da un ristorante, di essere in compagnia di amici e di non avere il tempo per aspettare i vigili urbani. Così, a mò di ammissione di colpa e richiesta di scuse, si è congedato consegnandogli 4 mila euro. «Si è appuntato il numero di targa?», si è informato l’agente. «No. So solo che lui era dell’Est, un russo», ha risposto lo scooterista. Forse, riflettendoci, ha pensato che alla fine non fosse il caso di farla troppo lunga.

Anche perchè, in fondo, la Versilia, un tempo terra natale o di ispirazione per artisti come Giacomo Puccini, Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio, da anni si è abituata, senza troppo dolersene, agli atteggiamenti un pò appariscenti dei magnati russi, che arrivano sulla costa desiderosi più di shopping di lusso che di mare. Risale al 2008 il sorpasso dei turisti russi su quelli americani a Forte dei Marmi e Viareggio. E quindi, se nell’Ottocento, c’era chi raccontava di quella volta che il cadavere di Shelley venne raccolto in spiaggia a Viareggio dall’amico Byron, oggi gli amanti di aneddoti ricordano l’estate movimentata di uno dei 15 uomini più ricchi al mondo, l’imprenditore russo Roman Abramovich. Nel 2008, durante le sue vacanze in Versilia, non ha comunque rischiato di tamponare: viaggiava soprattutto in elicottero e yacht.

Via | lastampa.it

domenica 2 agosto 2009

Nissan Leaf, prima auto elettrica per il mercato mondiale

Nissan LEAF è la prima vettura elettrica prodotta in serie destinata al mercato mondiale. Svelata in occasione dell’inaugurazione del nuovo Headquarter di Yokohama, arriverà sul mercato a fine 2010 e garantirà un’autonomia di 160 Km con una ricarica. Il look è quello di una berlina due volumi e secondo la casa il range di autonomia è in grado di soddisfare i bisogni del 70% degli automoblisti nel mondo.“La Nissan LEAF sarà la prima vettura elettrica al mondo, di dimensioni medie, da usare tutti i giorni e con un prezzo accessibile,” ha dichairato Masato Inoue, capo designer del progetto. “Lo stile non identificherà solo la Nissan LEAF ma anche il proprietario come un partecipante della nuova era della mobilità a zero emissioni”.
L’energia è fornita da batterie agli ioni di litio. La Nissan LEAF dovrebbe inoltre fornire prestazioni ragionevoli, in linea con le altre segmento C economiche. Il motore elettrico è in grado di erogare 107 cavalli e 280 Nm di coppia, dati tipici di molte vetture di taglia media.
E con la possibilità di ricaricare l’80% delle batterie in soli 30 minuti, la Nissan LEAF puo’ tornare in strada velocemente. Una ricarica completa richiede circa 8 ore, il tempo di una notte.
Ma il pezzo forte del progetto LEAF è l’ottimizzazione di tutte le componenti per ottenere la massima efficienza.
Le luci a LED impattano minimamente sull’autonomia e la forma particolare dei gruppi ottici anteriori permettono di dirigere il flusso d’aria e scavalcare i retrovisori esterni, migliorando l’aerodinamica e riducendo fruscii e rumori ad alta velocità. Gli interni della Nissan LEAF riflettono la natura ecologica del modello con colori che ricordano quelli del pianeta Terra ed è quindi il blue a farla da padrone.
La Nissan LEAF è inoltre dotata di un sofisticato sistema informatico che la connette ad un data center globale in grado di fornire supporto, informazioni ed intrattenimento 24 ore su 24. Il monitor montato al centro della plancia utilizza queste informazioni per mostrare al guidatore quali località puo’ raggiungere con la carica rimanente. Sono inoltre evidenziate le piu’ vicine stazioni di servizio per ricaricare la batteria.
La produzione della Nissan LEAF inizierà nella factory Nissan di Oppama mentre quella di Smyrna, nel Tennessee, lavorerà in appoggio. Le batterie agli ioni di litio sono prodotte a Zama, in Giappone, ma sono già pronti a produrle anche stabilimenti partner in USA, Portogallo e Regno Unito.
La Nissan LEAF, una volta in vendita, si rivolgerà sia a chi è alla ricerca di una prima vettura sia a chi intende acquistare una seconda macchina per la famiglia.
I prezzi saranno annunciati in prossimità della commercializzazione, ma Nissan dovrebbe proporre la LEAF ad un prezzo competitivo rispetto ad una vettura ben equipaggiata del segmento C.
In aggiunta la Nissan LEAF dovrebbe godere di numerosi incentivi locali e statali in tutto il mondo.



Via | motorionline.com

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