domenica 26 luglio 2009

Adiconsum, nel futuro 3 decoder per ogni tv

Adiconsum aveva ragione. Per anni abbiamo denunciato il disagio patito da migliaia di famiglie costrette a ricorrere a Sky per vedere i canali Rai del servizio universale. Oggi, per ammissione dello stesso presidente Balestrieri, ne conosciamo con esattezza il numero: sono oltre 3 milioni. Questo significa che oltre 3 milioni di famiglie non saranno in grado di vedere la tv digitale terrestre. Lo si legge in una nota di Adiconsum.
La nuova Tivùsat, frutto dell'intesa tra Rai, Mediaset e Telecom, costringerà queste 3 milioni di famiglie all'acquisto di un decoder dedicato con un costo di 100-150 euro per televisore.
Tivùsat si aggiunge a Sky, Contotv e al digitale terrestre. In altre parole, se uno vuol vedere i vari canali satellitari avrà bisogno di tre decoder per ogni tv.
Questa situazione è scandalosa! Le delibere dell'Agcom prevedono un unico decoder, ma gli interessi e il business stanno violando apertamente le regole con pesanti conseguenze in termini di costi e disagi per le famiglie.

Adiconsum all'Agcom:
1. È indispensabile il rispetto della delibera (216/00CONS) sulle specifiche del decoder unico che permetterebbe ai possessori di decoder satellitari di vedere i programmi sia a pagamento che gratuiti senza dover acquistare ulteriori decoder.
2. Garantire la vendita e la distribuzione solo di decoder satellitari compatibili alla visione di tutte le trasmissioni da satellite sia in chiaro che criptate.

Il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, si è così espresso in merito: "Basta al comportamento dell'Agcom che prima fa uscire "i buoi dalla stalla" e poi proclama la propria impotenza ad intervenire".


Via | repubblica.it

Tour:20ma tappa a Garate, Contador fa suo il Tour

Alberto Contador ha vinto il Tour de France, il secondo di una carriera che ne porterà molti altri se non nasce qualcuno capace di ribellarsi alla sua superiorità senza accontentarsi di essere il primo dei battuti. Quanto abbiamo visto sul Mont Ventoux è stato soltanto uno spettacolo di folla: mezzo milione di persone al punto che la polizia bloccava persino chi voleva fare la salita a piedi sotto un sole feroce. C’era la gente, è mancato il ciclismo.

La montagna cattiva ha partorito un topolino sgraziato, al punto da rimpiangere il tempo perso a rileggere le leggende del passato per prepararci a quelle del presente: il Ventoux è un palcoscenico straordinario ma la qualità dello spettacolo la fanno i corridori e stiamo freschi se il rivale massimo di Contador è un ragazzo lussemburghese che, dopo ogni attaccuccio, gira la testa a vedere se il fratello lo segue, invece di incrementare l’azione. Questo ha fatto Andy Schleck. Accelerazione breve, la constatazione di avere sempre lo spagnolo alle costole, la frenata in attesa del riaggancio di Frank, per la serie «adesso lo dico a mio fratello più grande».

Ma il fratello più grande era francobollato da Lance Armstrong e aveva paura di prenderle.
«E’ stata una corsa tattica», l’hanno definita. Invece è stata l’occasione perduta per risvegliare l’entusiasmo attorno a un Tour noioso. Ci ha provato Pellizotti con un numero di prestigio che l’ha portato a 22" da Garate (poi vincitore) e Tony Martin. Gli è mancato l’aggancio. Rimasto da solo nel vento che gli soffiava contro a 47 all’ora l’italiano non poteva insistere: Pellizotti oggi sarà premiato a Parigi come miglior scalatore del Tour ed è molto. Ci ha provato anche Nibali, finchè ha avuto benzina. E’ stato bravo Armstrong a difendere il terzo posto, grande impresa alla sua età. Pennellate di contorno alla sfida abortita.

Lo spagnolo ha poi detto che è stato un trionfo facile «soltanto per gli spettatori». Sarà vero ma era già finito quando il vecchio Lance ha mostrato le crepe, ben nascoste da strati di cemento armato. La generazione Contador purtroppo ha un solo campione: lui. «A 26 anni - ha spiegato il madrileno - punto a vincere altri Tour ma non voglio trascurare il Giro, la Vuelta o le classiche. Ora deciderò il mio futuro. Sarà diverso da Armstrong: lui se ne va, io devo scegliere tra un progetto mio oppure una squadra che sia al 100 per cento attorno a me. L’anno scorso fui costretto ad accettare la convivenza con lui perché avevo il contratto con l’Astana: in questo Tour siamo stati avversari di fatto perché nella stessa squadra non possono esserci due corridori che puntano a vincere la stessa cosa; nel prossimo Lance sarà invece un avversario dichiarato e se si mantiene a questi livelli sarà tra i più pericolosi».

E i sospetti di doping che hanno accompagnato il suo Tour? «Non li ritengo importanti. Mi sottopongo volentieri ai moltissimi controlli, non ho mai negato la reperibilità, faccio tutto questo perché credo serva a rendere il ciclismo pulito. Ho vinto un Tour in cui, dopo anni, non c’è stato un caso di doping. Questo è un altro successo».

Ed oggi la passerella finale sui Campi Elisi

Via | lastampa.it

Ghedini:"Nessuna tomba fenicia"

È tale l’ansia di sotterrare politicamente Berlusconi che il gruppo L’Espresso tumula pure la «i» delle trenta tombe fenicie che il premier avrebbe citato a Villa Certosa. In presenza di Patrizia D’Addario, donna dai registratori oltre che dai costumi facili ma mascherata da ospite, il Cavaliere avrebbe illustrato le bellezze della sua dimora sarda. «Questo è il lago, questa è una balena fossilizzata - avrebbe fatto da Cicerone Berlusconi -. Sotto qua abbiamo scoperto trenta tombe fenicie...». Apriti cielo e anche la polemica. Immediatamente scattano le interrogazioni parlamentari targate Idv al ministro della Cultura Bondi, previa consultazione di una valanga di leggine e regolamenti: «L’articolo 90 del codice dei Beni culturali prescrive che...». Il Guardian fa le capriole: il segreto più esplosivo dell’affaire Berlusconi non è né sessuale, né finanziario bensì archeologico. L’Osservatorio internazionale archeomafie fa di più e corre addirittura in Procura e dai carabinieri: «Si valutino se ricorrono i presupposti per disporre il sequestro dei beni». Giovanna Melandri ringhia: «Il premier s’è fatto beffa delle regole che tutelano il patrimonio artistico e archeologico?». La sinistra con un piede nella fossa si attacca pure ai sepolcri. E mentre la ricatto-prostituta a corto di quattrini annuncia che sta scrivendo un libro perché «tutti hanno paura di farmi lavorare», pure la stampa estera intinge il pennino nei presunti ossari sardi. La spagnola Vanguardia: «Il premier potrebbe aver occultato tombe fenicie a Villa Certosa».
«Ma quali necropoli? Ma quali tombe fenicie? Ancora una volta, questa notizia dimostra la volontà di attaccare il presidente Berlusconi, anche contro l’evidenza dei fatti». A parlare è Niccolò Ghedini, legale del Cavaliere e deputato Pdl. «Non si tratta di una necropoli né di una tomba, ma di un rinvenimento fortuito di pochi frammenti come può accadere di trovare in qualsiasi area italiana. Il 4 febbraio del 2005 il sovrintendente di Sassari è venuto a fare un sopralluogo a villa La Certosa, chiamato dalla proprietà, perché durante le operazioni di pulizia del sottobosco gli operai avevano trovato un piccolo frammento di anfora e dei pezzetti di scheletro umano». E il regolamento? E il rispetto del codice dei Beni culturali? E l’articolo 90? «Subito, il giorno stesso, abbiamo avvisato i carabinieri che sono venuti insieme alla sovrintendenza che parimenti avevamo chiamato. Quando sono arrivati - racconta Ghedini - hanno trovato solo frammenti di anfora che hanno acquisito e portato via».
Carta canta. In mano Ghedini ha il verbale del sopralluogo della Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari, redatto dalla dottoressa Angela Antona: «Il rinvenimento consiste in alcuni frammenti di ossa umane, una mandibola, alcune vertebre, un frammento di omero, insieme a una decina circa di frammenti ceramici pertinenti a un’anfora. L’insieme fa constatare - si legge nel testo - l’originaria presenza di una sepoltura che le qualità della ceramica fanno riferire all’età romana medio-imperiale».

Via | ilgiornale.it

sabato 25 luglio 2009

Bill Gates negato con Facebook


Dopo aver incassato un primo “si” da parte dell’ Unione Europea per la proposta di liberalizzare Explorer con la prossima versione di Windows 7, il presidente della Microsoft Bill Gates, onorato in India per le sue opere di carità, davanti al pubblico di Nuova Delhi ha dovuto rinunciare a Facebook in quanto in pochi istanti erano 10.000 le richieste di amicizia nei suoi confronti!
Bill Gates ha affermato che non riusciva a distinguere chi era e chi non era effettivamente suo amico.
Con tutti questi dubbi non ha potuto fare altro che uscire da Facebook.
Bill Gates ha concluso dicendo che non è mai stato abile con le chat e che non è un di quelle persone che passa 24 ore al giorno davanti al computer (ndr: beato lui!), perchè preferisce leggere libri di carta (ndr: pure!).
Ok, però guardate la sua postazione computerizzata:

In un momento di “illuminazione” poi, ha salutato il pubblico, affermando che la rivoluzione informatica è stata “estremamente positiva” ma dobbiamo porre attenzione all’utilizzo di questi nuovi strumenti tecnologici.
Bill Gates si trovava in India per ricevere il Premio “Indira Gandhi” della Pace, del Disarmo e dello Sviluppo, rilasciato dal Governo Indiano per il suo lavoro e l’opera caritatevole della sua fondazione “Bill and Melinda Gates Foundation“, la quale ha impegnato circa 1 miliardo di dollari per la salute e per i progetti di sviluppo in India, destinati soprattutto all’AIDS ed alla poliomelite.

Via | mondoinformatico.info

Mourinho:"Siamo forti, è l'Inter che volevo"

Tredici giorni passati in silenzio per scelta possono bastare. Quello che d’imprevisto doveva succedere è successo: ora José Mourinho non vede più il rischio che ogni sua frase possa essere fraintesa, possa alterare gli equilibri delicati che stanno dietro a certe cose di mercato. Per questo aveva scelto il no comment: non sapeva con certezza cosa dire, poteva diventare un azzardo dire ciò che pensava davvero. Parlare solo dell’Inter ma non del mercato? Sarebbe stato un discorso a metà, scollegato: la sua Inter era ancora in mano al mercato, troppo complicato fare slalom fra le ipotetiche, parlare di una squadra senza sapere bene che squadra sarà. Ora Mourinho lo sa e ne parla, tredici giorni dopo quel 10 luglio, «questa non è l’Inter che sognavo, io non sono Harry Potter, per vincere la Champions serve più qualità», e poi silenzio fino a ieri.

Mourinho, ora è un’Inter più vicina a quella che sognava?
"La sognavo più equilibrata, ora lo è. Volevo in più un difensore diverso da quelli che avevo già, dominatore dello spazio aereo che amasse giocare alto: Lucio; un centrocampista posizionale ma di qualità: Thiago Motta; un trequartista: Hleb lo può fare; una punta: Milito, che mi piace moltissimo".

E lo scambio Ibrahimovic-Eto’o le è piaciuto?
"Solo un allenatore stupido sarebbe felice di perdere Ibrahimovic, solo un allenatore stupido non sarebbe felice di avere Eto’o. E infatti sono molto felice di averlo".

Via | gazzetta.it

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